Un problema cardiaco accusato nell’estate del 2025 ha rischiato di mettere fine alla carriera di Even Northug. Il fondista norvegese ha raccontato a VG le difficoltà attraversate durante la preparazione alla stagione olimpica, quando un improvviso aumento della frequenza cardiaca lo aveva costretto a interrompere completamente gli allenamenti per diversi mesi.
L’episodio risale al luglio del 2025: durante l’allenamento in solitaria, la sua frequenza cardiaca era passata improvvisamente da 160 a 220 battiti al minuto.
«Ho una frequenza cardiaca massima di 190, quindi ho capitoche non sia una cosa positiva. Poi ho iniziato a chiedermi: “Cosa succederà adesso?” e ho pensato: “Moriro qui?”».
La prima indicazione dei medici era stata categorica: stop totale all’attività fisica. «Ci si spaventa», ha ammesso il 31enne, che per diversi mesi ha vissuto nell’incertezza, senza sapere quando avrebbe potuto tornare a una preparazione regolare.
Successivamente, dopo lunghi esami che hanno rivelato disturbi del ritmo cardiaco, gli era stato concesso di riprendere ad allenarsi a bassa intensità, ma le indicazioni sui carichi consentiti continuavano a cambiare. La ripresa è arrivata soltanto nell’autunno, quando gran parte del lavoro in vista della stagione olimpica era ormai compromessa. Northug non è mai riuscito a trovare continuità negli allenamenti prima dell’inizio delle gare e ha così mancato l’appuntamento con i Giochi. La preoccupazione maggiore, però, era un’altra: il timore che i controlli medici potessero portare a una conclusione definitiva sulla sua attività agonistica.
«Quando devono sottoporti a controlli così approfonditi, diventi nervoso all’idea che possano dirti: “Non dovresti più continuare a fare questo”». Una prospettiva che altri fondisti hanno già dovuto affrontare, con alcuni giovani talenti costretti a interrompere la carriera prima ancora di riuscire a esprimere pienamente il proprio potenziale.
Adesso, però, Northug vuole mettersi alle spalle i problemi di salute e tornare protagonista, puntando ai Mondiali di Falun in programma a febbraio; attualmente le sensazioni sono incoraggianti.
«Sento di essere in buona forma. Ho ritrovato una sensazione di stabilità e la sicurezza di aver fatto tutto quello che dovevo», ha dichiarato, mentre si prepara al primo banco di prova: la tradizionale apertura nazionale di Beitostølen, in programma dal 20 al 22 novembre, un appuntamento particolare per via delle nuove regole di selezione introdotte dalla Federazione norvegese di sci che nega per la prima volta una corsia preferenziale nelle convocazioni per gli atleti della Nazionale.


