Calle Halfvarsson non è da due stagioni ormai al di fuori della nazionale svedese, ma questo non gli impedisce di mettere nel mirino i Mondiali di Falun, in programma in casa, con l’obiettivo di conquistare una medaglia individuale. Un traguardo iridato che manca ancora nel suo palmarès e che il 37enne vorrebbe raggiungere prima di chiudere la carriera.
«È quello che mi manca nella mia carriera. Ho vinto in Coppa del Mondo sia nelle sprint sia nelle gare distance, quindi sarebbe naturalmente bellissimo riuscire a conquistare una medaglia individuale proprio ai Mondiali di casa, a Falun», ha dichiarato lo svedese a proxcskiing.com, che in questa stagione si è affidatato per la preparazione si è affidato al Team Senor Splitkon, formazione privata norvegese con sede a Lillehammer, nella quale si allena insieme a quasi venti fondisti norvegesi. Il gruppo lavora sotto la guida di Vetle Leander Johansen, allenatore noto per i suoi metodi particolarmente impegnativi.
Come tutti i fondisti, Halfvarsson ha appena ripreso a sciare sulla neve in queste settimane. Le prime sensazioni, dopo una fase iniziale in cui gli sci gli sono sembrati un po’ lenti, sono buone. Senza entrare nel dettaglio del lavoro proposto dal tecnico, lo scandinavo spiega di aver lavorato molto più duramente rispetto al passato: «Posso dire che faccio molte più ripetute rispetto agli anni passati. Ci sono tanti intervalli molto duri», ha spiegato, aggiungendo che i test fisici sono stati incoraggianti, soprattutto avendo evitato malanni durante l’estate. «Non ho stabilito nuovi record personali, ma sono vicino a diversi dei miei migliori risultati precedenti».
Poco prima di tornare sulla neve, Halfvarsson ha trascorso alcuni giorni in ritiro a Gran Canaria, affrontando allenamenti particolarmente impegnativi. «Ho avuto un’ulteriore conferma di essere sulla strada giusta ed ero quasi al massimo della mia condizione».
In vista dei Mondiali di casa, la gara su cui il fondista punta maggiormente è la 10 km in tecnica classica, format nel quale ritiene di avere le possibilità migliori e per il quale nutre una particolare predilezione, anche in virtù della conoscenza dei tracciati svedesi. Per guadagnarsi un posto nella rassegna iridata, tuttavia, dovrà prima dimostrare di meritare la convocazione sul campo.
«È molto semplice: bisogna sciare forte. Altrimenti non si ha alcuna possibilità di andare ai Mondiali. Io, che sono fuori dalla nazionale, probabilmente devo dimostrare di essere tra i primi quattro svedesi che possono partecipare».
Per riuscirci, il primo appuntamento importante sarà la gara di apertura della stagione svedese, in programma a Bruksvallarna, alla quale Halfvarsson ha già confermato la propria presenza.
«Di solito gli atleti della nazionale si assicurano i primi posti per la Coppa del Mondo. Quelli che sono appena fuori dalla squadra si giocano i due o tre posti rimanenti. Spero di essere tra loro. Probabilmente dovrò arrivare nei primi tre a Bruksvallarna e dimostrare di poter competere. Per me la cosa più importante è sciare forte, così da essere selezionato per la Coppa del Mondo. Se verrò convocato, dovrò fare bene e poi penserò al resto. Ma so che, quando sono in buona condizione, posso andare davvero forte».
Quella che sta per iniziare potrebbe essere l’ultima stagione nello sci di fondo tradizionale. Lo svedese ritiene di avere ancora le capacità fisiche per continuare per qualche anno, ma ammette che la motivazione e il tempo da dedicare allo sport diventano fattori sempre più importanti, soprattutto considerando la sua vita familiare; non esclude completamente, tuttavia, la possibilità di proseguire nel circuito Ski Classics.
«Sì, credo di sì. Almeno nello sci di fondo tradizionale. Dal punto di vista fisico potrei forse continuare ancora per qualche anno, ma servono anche motivazione e tempo. A casa ho due bambini piccoli e una famiglia con cui vorrei trascorrere più tempo. Se dopo questa stagione avrò ancora voglia e penserò che possa funzionare con la mia famiglia, non lo escludo. Ma non prenderò una decisione prima che la stagione sia finita».


