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Salto con gli sci – Il padre di Kacper Tomasiak guiderà la nuova nazionale polacca juniores femminile

Wojciech Tomasiak, padre dei saltatori Kacper e Konrad Tomasiak, si prepara ad assumere un nuovo incarico nel panorama del salto con gli sci polacco. Attualmente allenatore presso la Scuola di Maestria Sportiva di Szczyrk, sarà infatti alla guida della nuova nazionale juniores femminile.

La creazione di una squadra dedicata alle giovani saltatrici, con l’intento di accompagnare la crescita delle giovani promesse e ampliare progressivamente la base del movimento femminile, era stata anticipata dal presidente della Federazione polacca di sci, Apoloniusz Tajner, durante i Campionati polacchi estivi 2026 a Zakopane. In quell’occasione era stato indicato proprio Tomasiak come probabile responsabile tecnico del nuovo progetto, che punta a rafforzare il settore femminile e a offrire maggiori opportunità di crescita alle atlete più giovani.

«Le discussioni su questo tema andavano avanti già da diverso tempo, perché mancavano ragazze nelle categorie juniores più giovani. Adesso sono emerse nuove annate. La più grande è quella del 2010, quindi parliamo di atlete di 16 anni. Tra loro ci sono alcune ragazze sulle quali vale la pena investire e che meritano di essere seguite», ha spiegato Tomasiak senior a skijumping.pl.

La nuova compagine entrerà ufficialmente in funzione all’inizio del 2027, quando saranno disponibili i finanziamenti ministeriali. Nel frattempo, le giovani saltatrici si allenano già sotto la sua supervisione a Szczyrk.

«In questo momento stiamo lavorando all’organizzazione dell’intero staff, alle questioni legate all’attrezzatura e alla logistica in vista della prossima stagione», ha aggiunto l’allenatore.

Per raggiungere questo obiettivo sarà fondamentale anche la collaborazione con i club, che stanno offrendo un sostegno concreto al progetto. «Stiamo parlando e lavorando insieme alle società, che ci stanno dando un grande aiuto. Sono contento che tutti, sia i club sia la federazione, riconoscano il senso di questa iniziativa. È un segnale positivo per il futuro. Nel gruppo giovanile c’è del potenziale, ma non dovremmo creare intorno alle ragazze un’attenzione mediatica inutile né imporre loro aspettative troppo elevate. Dobbiamo lavorare con calma per due o tre anni: a quel punto i risultati arriveranno sicuramente».

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