Le proposte di cambiamento nei formati di gara della Fis ieri avevano suscitato il sarcasmo della norvegese Maiken Caspersen Falla. Oggi arrivano critiche anche dalla parte orientale della Scandinavia, dato che Calle Halfvarsson non è certo stato tenero con la federazione internazionale.
Il ventottenne svedese ha affidato alla testata Expressen le proprie impressioni in merito alle modifiche che potrebbero essere implementate nel prossimo futuro: “Non possono essere proposte serie. È una pagliacciata, non riesco davvero a capire cosa abbiano in testa”.
Dopodichè ha rincarato la dose affermando che “I salti nelle sprint sono già stati testati l’anno scorso in Quebec ed è stato un fallimento. Non credo di aver mai visto qualcosa di più stupido. Io non c’ero, stavo seguendo la gara in televisione e l’ho spenta, perché non riuscivo più a guardarla da quanto era imbarazzante.
Questo genere di cose può andare bene per la Kalle Anka Cup (l’equivalente svedese del Trofeo Topolino, ndr) giusto per far divertire un po’ di più i bambini. La Fis deve capire questo fatto, ma vedrete che non accadrà. Non sono così intelligenti.
Anzi, io ho l’impressione che la Fis sia entrata nel panico perché lo sci di fondo continua a perdere spettatori, ma non stiamo certo andando nella direzione giusta per recuperarli. Non parlo solo dei salti, ma anche delle zone dove è vietato il double poling. È un’idea malata, perché equivale a introdurre zone con un limite di velocità.
Se si vuole recuperare attrattiva bisognerebbe prendere esempio dal biathlon. Lì si programmano le gare di Coppa del Mondo in località dove la disciplina è seguita e conosciuta. Di conseguenza in quei posti c’è sempre molto pubblico e questo fatto genera appeal anche in TV.
Invece nel fondo non è così. Prendiamo per esempio La Clusaz. Gareggiamo in mezzo alla campagna francese e in alcuni punti non c’è neanche uno spettatore, ed è bruttissimo da vedere in televisione perché si lancia il messaggio che lo sci di fondo non interessa a nessuno. Andate a vedere quanto sono state diverse dal punto di vista dell’immagine le gare di Ulricehamn, dove c’erano 40-50 mila persone a bordo pista.
L’unica novità che posso condividere è l’abolizione dello skiathlon, perché secondo me non ha senso cambiare sci in corso d’opera. Meglio il pursuit, sicuramente è più interessante di quello che spesso è un funerale”.
Halfvarsson dunque è estremamente critico con le decisioni della Fis. Tuttavia si nota come sia uno dei pochi contrari all’introduzione delle zone dove viene vietato il double poling.
Calle Halfvarsson: “La Fis si ispiri al biathlon anzichè proporre pagliacciate”
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