Nonostante non fossero soddisfatti del risultato da loro ottenuto nell’inseguimento, i tre azzurri in gara nella pursuit hanno celebrato la vittoria della loro compagna di squadra Dorothea Wierer, esprimendo tutta la propria gioia per un risultato importante per tutto il team. Ecco qual è il pensiero di Bormolini, Hofer e Windisch sulla vittoria dell’azzurra.
Thomas Bormolini: «Ho visto la gara in camera con Luki. È stato emozionante, penso non possa esserci nulla di meglio per un atleta rispetto a vincere una medaglia d’oro ai Mondiali in casa, davanti ai propri tifosi, amici e parenti. Credo serva dire ben poco, è stato emozionante».
Lukas Hofer: «Ho avuto la pelle d’oca. Per la prima volta ho visto Dorothea pensare soltanto a cercare il colpo all’ultimo poligono, ci è riuscita ed è stata bravissima. Ho visto l’emozione che aveva all’arrivo, la conosco dal 2000 e vederla così mi rende proprio contento. Se questo successo possa essere un vantaggio per la single mixed? Intanto, se saremo noi la coppia prescelta, sarò ben contento che sarà lei a iniziare al lancio, perché mi toglie un po’ di peso (ride, ndr). Avere una campionessa del mondo come compagna di staffetta mi darebbe una bella spinta. In ogni caso penso che lei nelle prossime gare sarà veramente tranquilla. Nelle ultime settimane l’avevo detto che conoscendola, sarebbe stata ancora più forte in questo Mondiale ed è successo».
Dominik Windisch: «Ho visto la gara in camera prima di partire, sono stato felicissimo per lei. So quante pressioni e aspettativa avesse, sia da parte della gente sia da se stessa. Sono contento sia riuscita a vincere, è stato un momento bellissimo e sono tanto orgoglioso di lei. In generale credo che questa vittoria sia bella per tutta la squadra, per i tifosi e tutti coloro che guardano le gare in tv, un grande risultato per il biathlon italiano. Se adesso mi auguro che vinca la mass start come lo scorso anno? (ride, ndr) Speriamo vinca, anzi magari già l’individuale».
Biathlon – Bormolini, Hofer e Windisch celebrano il successo di Dorothea Wierer
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