Ha messo qualche brivido in più alla sua squadra rimediando un giro di penalità nella serie in piedi, prima di chiudere con un ultimo giro a tutta sugli sci, che ha comunque consentito a Røiseland di poter recuperare per la vittoria finale. Tiril Eckhoff ha confermato quanto si è visto nel corso di tutto il Mondiale, nel quale la norvegese ha mostrato un’ottima condizione sugli sci ma allo stesso tempo diverse difficoltà al tiro.
«È stata una gara molto eccitante – ha affermato la norvegese – ho spinto moltissimo sugli sci prima del poligono, forse non la cosa più intelligente da fare. Almeno ho creato un po’ più di suspense e alla fine Marte è stata accolta come un eroe. Il Mondiale sottotono? Quando ho sbagliato completamente la sprint, era logico fosse compromesso anche l’inseguimento, mentre la 15km non è mai stata la mia gara preferita. Il mio inseguimento è stato molto positivo ma non conta nulla se arrivi 59ª nella sprint. Insomma i fallimenti capitano»
Eckhoff non si nasconde e non cerca nemmeno scuse per un Mondiale dal quale individualmente ha fin qui raccolto poco: «La forma è molto buona, ma posso fare molto meglio al tiro, come non è difficile da vedere. Fortunatamente dovrei tornare presto a casa. Se il problema avuto a Pokljuka mi ha un po’ condizionata? Forse, ma non così tanto penso. In realtà la condizione fisica è buona, il tiro no. Questo è il biathlon, la forma al poligono va e viene. È la cosa più eccitante del biathlon e la più noiosa. Speriamo domani nella mass start».
Anterselva 2020 – Tiril Eckhoff: “La condizione c’è ma, come è facile vedere, non al poligono”
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