Non è stato un mercoledì facile per il settore femminile norvegese ieri. La Team Sprint di fondo ha visto la coppia norvegese solo ottava (anche a causa della rottura del bastoncino di Tiril Weng), portando l’esperta Maiken Falla a criticare il percorso di preparazione olimpico studiato dal tecnico responsabile Espen Bjervig, protagonista anche di dichiarazioni mediatiche poco apprezzate dalle ragazze.
E poco meglio è andata alla staffetta femminile di biathlon, tradita in seconda frazione da una Tiril Eckhoff che si è vista costretta ad affrontare due giri di penalità dopo il poligono in piedi. E a quel punto il divario con le leader era prossimo ai due minuti.
Un’ottima Ida Lien e la solita impareggiabile Marte Røiseland hanno provato l’irreale rimonta, conclusasi però a ridosso del podio, piazzamento che ha di fatto impedito all’ex signorina Olsbu di proseguire il proprio cammino di medaglie dopo i 4 allori conquistati nelle prime quattro giornate di gara. Ma domani nella mass start tornerà ad essere la favorita.
Era in lacrime, Tiril Eckhoff. La detentrice della Coppa del Mondo generale ha provato a raccontare le emozioni e le sensazioni di quei momenti.
"Tremavo come una foglia, non riuscivo a fermarmi. Un tremito nervoso, quasi avessi bevuto 40 RedBull ed altrettanti caffè espressi – ha dichiarato la trentunenne norvegese a fine gara – immagino sia stata una combinazione di nervosismo, stanchezza e poco ossigeno per la quota. Non sono come scusarmi con le mie compagne: ho rovinato la loro gara, la loro Olimpiade".
Poi il riferimento va alla crisi che ha colpito l’amica fraterna Ingrid Tandrevold nell’inseguimento, facendole perdere la medaglia di bronzo poi raccolta dalla stessa Eckhoff.
"E’ una situazione davvero dura. Mi ha scosso questa esperienza: è difficile da gestire e da dimenticare quando la tua migliore amica ha un problema simile".
Ed eccola allora Røiseland, a fine gara.
"Il quarto posto è fastidioso, inutile nasconderlo. Ma ho voluto subito parlarne con Tiril e l’ho vista davvero sconvolta. In un modo o nell’altro sono situazioni in cui possiamo capitare tutte: quando si vince, si vince di squadra e lo stesso in caso di sconfitta. Ci alzeremo e torneremo a vincere in futuro; magari già dalla mass start. Sicuramente quanto accaduto ad Ingrid Tandrevold ha scosso tutte noi: voleva questa staffetta, si è preparata al meglio per le Olimpiadi e vedere tutto crollare così è davvero dura per lei".
Biathlon – La mestizia di Tiril Eckhoff. “Mi dispiace, tremavo come una foglia. I problemi di Tandrevold pesano”
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