In pista è stata la più grande di tutte facendo gara a sé e sbaragliando la concorrenza, ma Therese Johaug è stata oggi autrice anche di un bellissimo gesto, che ha rimandato la mente a Nagano 1998, quando Bjorn Dæhlie aspettò sul traguardo il keniota Philip Boit ultimo arrivato. Un bel gesto dell’allora numero uno al mondo dello sci di fondo, che spinse il fondista africano a chiamare uno dei suoi figli proprio Dæhlie.
Johaug è rimasta in piedi sul traguardo ad attendere l’ultima atleta classificata, la cinese Dinigeer Yilamujiang, atleta di origine uigura, diventata famosa per aver portato la torcia olimpica, in un chiaro tentativo di propaganda da parte del governo cinese. La ventenne ha chiuso la gara a venticinque minuti di distacco da Johaug, che era lì pronta ad abbracciarla una volta superato il traguardo.
«Ero così stanca – ha raccontato la cinese a NRK – ma quando l’ho vista sul traguardo in piedi ad aspettarmi, sono stata molto felice. Mi ha dato la forza di arrivare al traguardo. Mi ha dato un grande abbraccio. Mi ha detto che sono stata forte e che ho fatto a completare la gara. L’ho ringraziata, le ho risposto che anche lei è molto forte e mi sono congratulata. È una "Superdonna"».
Un gesto semplice ma che significa tanto per la cinese di origine uigura: «Dal momento che ero tanto stanca e stavo piangendo, mi ha fatto sentire davvero bene quando lei mi ha detto che sono forte».
Johaug ha così descritto l’abbraccio finale: «Le ho detto che sono rimasta colpita dal fatto che abbia concluso la gara. Probabilmente c’è stato qualcuno che ha rotto e che ho doppiato e non ha potuto farlo, ma lei è arrivata al traguardo e dovrebbe esserne orgogliosa». Un giusto premio a tutti quegli atleti che onorano le Olimpiadi anche soltanto tagliando il traguardo.
Sci di Fondo, Olimpiadi Pechino 2022 – Johaug come Dæhlie: aspetta 25 minuti l’ultima arrivata per abbracciarla
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