Un libro destinato a vendere tantissime copie in Norvegia e, se tradotto in altre lingue, anche in tanti altri paesi. Therese Johaug ha appena pubblicato la sua biografia, dal titolo "Therese Johaug – l’intera storia". Nella giornata di giovedì, l’ex fondista norvegese, che ha lasciato l’attività agonistica lo scorso marzo dopo aver dominato le ultime quattro stagioni, chiudendo con tre ori individuali alle Olimpiadi di Pechino, ha presentato il libro sulla sua carriera agonistica nei locali del gruppo editoriale Gyldendal, a Oslo.
Johaug ha voluto leggere ai presenti un estratto del suo libro, proprio quello che descrive il momento più difficile della sua carriera agonistica, il giorno in cui ricevette la notizia di essere risultata positiva a un controllo antidoping a sorpresa, avuto a Livigno.
Nel libro, la campionessa norvegese ha descritto quella giornata iniziata in maniera piuttosto tranquilla, immergendo tutti nella sua quotidianità. Dopo un lungo periodo lontano da casa, infatti, Johaug era con il suo compagno, Nils Jakob Hoff, in un appartamento a Holmenkollen. Stavano per fare i panini alla cannella e il compagno stava andando al negozio di alimentari per comprare gli ingredienti. «Pensavo che niente potesse togliere la gioria di essere finalmente di nuovo insieme» ha scritto Johaug. A quel punto la fondista si era accorta di aver dimenticato di inserire il cardamomo sulla lista degli acquisti consegnata al compagno, così prese il telefono per avvertirlo e in quel momento si accorse di avere diverse chiamate perse dall’allora allenatore della nazionale Vidar Løfshus e una mail dall’agenzia antidoping della Norvegia. La campionessa aprii la mail e lesse il messaggio che mai avrebbe voluto leggere: "sei risultata positiva a un controllo antidoping".
A quel punto «il mio corpo si irrigidì – ha letto Johaug di fronte ai presenti – ma il panico non mi prese subito. Il mio primo pensiero era stato che si trattasse di un malinteso. Dovevano aver inviato il messaggio alla persona sbagliata». Un campione di urina del 16 settembre conteneva Clostebol, che era in quell’elenco di sostanze vietate.
In quel momento lo sguardo di Johaug si concentrò sullo specchio all’ingresso e quando la campionessa dello sci di fondo vide la propria immagine riflessa ebbe uno sfogo di rabbia e dolore: «Quando ho incontrato il mio stesso sguardo, mi è uscito un grande urlo. L’intera strada di Olaf Bull (il suo indirizzo di casa all’epoca) deve averlo sentito. Nils Jakob l’aveva sicuramente sentito. Stava salendo gli ultimi gradini e ha aperto la porta d’ingresso alle mie spalle. Riesco a malapena a ricordare cosa sia successo nei minuti successivi, quindi non mi resta che affidarmi alla sua versione. Rimasi semplicemente bloccata dal terrore a fissarmi allo specchio e ad urlare».
Come è noto, Johaug è stata squalificata per il clostebol per 18 mesi e ha perso la Coppa del Mondo di sci nel 2017 e le Olimpiadi nel 2018. «È stato il giorno peggiore della mia carriera – ha poi dichiarato a VG, presente all’evento – quando l’ho aperta e ho capito di cosa si trattava, la parte peggiore è stata che c’erano così tante incognite dietro a quell’evento. Non ho capito nulla. Nel libro entro nei dettagli di come è stata la prima settimana, com’era vivere nascosti, non osare andare al negozio e sembrare un rottame».
Incredibile ma vero, rientrata dalla squalifica, Johaug è tornata anche più forte di prima dominando le ultime quattro stagioni dello sci di fondo femminile e chiudendo realizzando il sogno di vincere la medaglia olimpica individuale, anzi ben tre.
Il racconto di Johaug: “Quando seppi di essere risultata positiva al doping, iniziai a urlare davanti allo specchio”
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