Kristine Stavas Skistad nelle ultime settimane ha avuto modo di iscriversi tra le grandi dello sci di fondo femminile vincendo 3 sprint consecutive: Drammen, Falun e Tallin. La vincitrice altresì della sprint di Les Roussez di gennaio sembra essere pronta per ricoprire il ruolo di "anti-Svezia", sicuramente più facile a dirsi che a farsi quando hai a che fare con campionesse del calibro di Sundling, bi-campionessa mondiale in carica. La 24enne norge sembra poter rappresentare una valida antitesi al dominio svedese, dato che vincere in quel di Drammen non è mai banale e per farlo devi avere la stoffa del campione, ma ripetersi appena 5 giorni dopo in una tecnica differente è roba per Klaebo, o per il duo Sundling-Dahlqvist.
L’ex fondista norvegese Niklas Dyrhaug ha avuto modo di elogiare l’atleta dello sci club Konnerud dicendo che in qualche modo gli ricorda Petter Nothug. Fortissima ed esplosiva in volata, molto intelligente nel saper leggere le fasi della gara Skistad, secondo l’opinionista di Viaplay "non spreca una singola caloria di troppo durante le fasi della competizione", ha detto a Dagbladet. "Ha qualcosa di Petter Northug, la sana arroganza del campione. Quando ha tagliato per prima il traguardo ha puntato il dito sui sostenitori svedesi come a dimostrare che lei è il boss adesso. E’ un profilo che può far bene allo sci di fondo norvegese, sicuramente è una dura: fa le cose in un modo diverso – continua Dyrhaug – Il suo punto di forza è l’uscita dai blocchi di partenza, è incredibilmente efficace in quel fondamentale, quasi al livello di Klaebo. Uscendo per prima dal cancelletto, è poi brava a gestire le dinamiche di gara dalla testa" afferma.
Per quanto riguarda i margini di miglioramento, ovviamente viene da chiedersi se un profilo del genere non possa essere la chiave di volta anche nelle sprint a coppie. Nei Mondiali di Planica Skistad era stata tenuta fuori a favore di Anne Kjersti Kalvaa e Tiril Udnes Weng che hanno portato a casa un’ottima medaglia d’argento. Il due volte campione mondiale in staffetta sostiene che quella fosse la scelta giusta, ma che nell’ultima team sprint dell’anno che si disputerà a Lahti, sarebbe molto curioso di vedere come se la caverebbe. "Cambia molto tra una gara sprint e una team sprint. Se impara a gestire le energie nelle prime due frazioni, penso che possa fare molto bene anche nelle sprint a coppie. Quello che ha fatto a Falun, su una pista così dura, propone a suo favore. La sua condizione è talmente buona che potrebbe vincere anche la team sprint di Lahti" sottolinea Dyrhaug. Nelle team sprint è importante recuperare velocemente dallo sforzo, ancor più che nelle sprint normali e poi bisogna avere sagacia tattica, che a Skistad non manca. Insomma, la sensazione è che i motivi per cui l’emergente classe ’99 non possa essere competitiva anche nelle team sprint siano pochi. In realtà, però bisognerà ancora aspettare per scoprirlo, visto che non sarà al via.
Fondo – Dyrhaug su Skistad: “Mi ricorda Northug, ha quella sana arroganza”
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