Con la crisi climatica in corso la vita per gli sport invernali è sempre più difficile. Spesso è capitato di assistere a gara in paesaggi desolanti, dove la neve era confinata ad una striscia di bianco preparata artificialmente grazie allo snowfarming. Ecco perché, quando le località di gara offrono uno spettacolo invernale, con temperature rigide e paesaggi completamente invernali, è una “festa per gli occhi” sia per gli addetti ai lavori che per i semplici appassionati.
Tuttavia non è sempre così semplice: ne sanno qualcosa i fondisti che hanno preso parte alle gare di apertura di Coppa del Mondo a Ruka, con temperature quasi al limite della regolarità per lo svolgimento delle gare. E per il prossimo weekend, a Gällivare, la situazione non sembra destinata a cambiare. Chissà cosa avrà da dire al riguardo Calle Halfvarsson, che al termine delle gare dello scorso weekend, si è lasciato andare ad un commento piuttosto sui generis.
Allo svedese fa eco l’ex campione norvegese Petter Northug, oggi impegnato come voce esperta per il canale norvegese TV2.
«Innanzitutto: "Benvenuto nel club", perché l’ho sperimentato io stesso. Sono stato agli incontri con la stampa dopo delle belle gare lì, e avevo così tanto dolore che per i tre mesi successivi non ho avuto più sensibilità lì sotto. Spero che le cose passino più velocemente per Calle che per me. Il trucco è avere dei boxer termici, fissarli con nastro adesivo e lubrificarle con un gel al silicone come facevo io. L’ho scoperto l’anno dopo quell’episodio, quindi questo è il mio consiglio per Calle»
Scherzi e battute a parte, Northug ritiene che le temperature particolarmente rigide, come quelle trovate in Finlandia, siano pericolose e possano compromettere la salute degli sciatori.
«Ciò che sta accadendo qui non è del tutto salutare. Fa così freddo che ti congeli completamente»
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