Debacle di squadra per le svedesi nella 10km individuale in classico a Östersund. La squadra, che fino ad ora era sempre andata a podio, quest’oggi ha piazzato solo due atlete in top 10, con Ebba Andersson ed Emma Ribom rispettivamente nona e decima. Frida Karlsson invece non è entrata nelle prime 20 a più 1 minuto e mezzo di ritardo da Diggins, chiudendo al 23° posto, il peggior risultato della sua carriera in una gara di distanza. L’emittente svedese SVT Sport ha raccolto le impressioni delle atlete al termine della gara: per nulla soddisfatte dal risultato, puntano il dito sui materiali.
«Provo molta frustrazione. Ho fatto una bella gara, ho sciato bene, ma il risultato non è lo stesso del solito» ha detto Ebba Andersson, spiegando che gli sci non hanno funzionato come avrebbero dovuto.
«È sembrata durare un’eternità. È una sensazione terribile per il corpo. Lo si sentiva già nel riscaldamento» ha raccontato Frida Karlsson «Diventa abbastanza ovvio che qualcosa non va quando nessuna svedese scia bene. Quindi forse dobbiamo fare delle valutazioni con i nostri skimen»
Anche Moa Ilar, che ha chiuso la gara odierna al 18esimo posto è d’accordo con Frida Karlsson.
«Sapevo che sarebbe stato difficile, ma questi materiali rendono tutto ancora più difficile. Non ci stiamo rendendo giustizia come squadra. Penso che dovremmo riflettere e parlare con le altre ragazze di cosa potrebbe essere andato storto»
Sulla questione è intervenuto anche il tecnico della squadra femminile di sci di fondo, Anders Svanebo: è consapevole del fatto che la scelta dei materiali non ha avuto successo nella competizione femminile.
«Gli sci sono oggetto di tutte le critiche. Non siamo al top nella competizione femminile. Al momento è difficile ipotizzarne il motivo» afferma.
Sci di fondo – Debacle per la Svezia femminile a Östersund, si punta il dito contro i materiali
Ti potrebbe interessare
Sci di fondo – Elia Barp pensa alla prossima stagione fra novità e obiettivi: “Ho avuto paura di non partecipare alle Olimpiadi dopo l’operazione. Nella team sprint potrei correre con Davide Graz o Martino Carollo”
Elia Barp è ormai uno dei pilastri dello sci di fondo italiano nonostante abbia soltanto ventitré anni. Il giovane
Nordhagen, dallo sci di fondo al ciclismo: il talento norvegese sorprende anche Pogacar
Nel mondo dello sci di fondo il suo nome è rimasto solo in alcuni – seppur prestigiosi – albi
Sci di fondo – Un nuovo preparatore atletico per Klæbo: Pål Trøan Aune prenderà il posto del padre Haakon
Difficile vincere, ancor più difficile confermarsi: lo sa bene Johannes Høsflot Klæbo che di anno in anno migliora
