Mentre il biathlon agonistico si prepara a scendere in pista a Nove Mesto per i Campionati Mondiali, sul fronte "politico" c’è un aggiornamento nel caso Besseberg, tuttavia non riguarda il processo che è in corso in Norvegia in queste settimane, bensì il “ramo” austriaco delle indagini. La polizia svizzera nella giornata di lunedì mattina ha perquisito la sede della società Infront nella città di Zugo, capitale dell’omonimo cantone. È stata la stessa Infront, società leader mondiale del marketing sportivo, a confermare la notizia all’emittente pubblica norvegese NRK.
Il quotidiano Zug Zeitung è stata la prima fonte a fare menzione di quanto stava accadendo, sottolineando che l’azione della polizia sarebbe stata una conseguenza del caso Besseberg presso il tribunale distrettuale di Buskerud; mentre Infront ha fatto sapere che in realtà la perquisizione è stata commissionata dalla polizia austriaca che è tuttora impegnata in un filone di indagini distaccato da quello norvegese. Infront è al centro delle accuse di corruzione contro Besseberg, accusato, tra l’altro, di aver accettato un’auto in leasing e di aver partecipato a diverse battute di caccia sponsorizzate e pagate proprio dalla società il cui ammistratore delegato Philippe Blatter, nipote di Sepp – ex presidente della FIFA (il massimo organismo mondiale del calcio) accusato a sua volta di frode e corruzione, ma assolto nell’estate 2022.
Anche la polizia austriaca ha confermato l’irruzione a NRK.
«Le indagini contro ex dirigenti dell’IBU e di una società di marketing per i diritti sportivi sono in corso dal 2023. Le accuse sono di violazione della fiducia e corruzione. In questo contesto, ieri sono state effettuate ulteriori perquisizioni all’estero» secondo quanto riferito dal Servizio di investigazione criminale economica austriaco (ÖKrim) a NRK.
L’indagine austriaca coinvolge la società Infront e gli attuali ed ex dirigenti della società e alcuni dei testimoni del caso norvegese hanno lo status di sospettati nell’inchiesta austriaca per ciò che riguarda i rapporti commerciali tra l’IBU e Infront; tra gli altri anche Volker Schmid, uno degli uomini più vicini a Besseberg per anni: nello stesso periodo in cui invitava Besseberg alle battute di caccia, Schmid era anche proprietario della ditta APF Marketing, una società che negoziava accordi di marketing per e con l’Unione Internazionale di Biathlon (IBU). Le autorità austriache in materia di indagini di natura economica stanno in sostanza cercando di capire se l’IBU abbia favorito o meno Infront quando ha stipulato accordi.
«Prendiamo molto sul serio le accuse e continuiamo a collaborare con le autorità di polizia» scrive il vicepresidente della comunicazione per Infront Jörg Polzer a NRK «Vogliamo ribadire che i nostri accordi con l’IBU sono sempre stati in linea con le pratiche di mercato e ampiamente supportati dalle decisioni dei comitati dell’IBU. Neghiamo qualsiasi influenza illegale sulla conclusione di questi contratti»
Biathlon – Caso Besseberg, la polizia perquisisce in Svizzera la sede di Infront
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