"Il ritorno di Northug sarebbe la notizia peggiore per la Svezia". Ride Johannes Klæbo, nel corso della conferenza stampa online che ha tenuto lunedì dagli Stati Uniti. Al campione norvegese sono state poste domande su svariati argomenti, quindi era inevitabile un passaggio anche sul possibile ritorno di Petter Northug, che cercherà la complicatissima impresa di qualificarsi per il Mondiale di Trondheim, a 38 anni e oltre sei anni di distanza dal suo ritiro.
«Sarà emozionante vedere cosa farà – ha affermato Klæbo a TV2 riferendosi a Northug – si allena bene e continua ad andare avanti. Dovrà prendere parte ad alcune gare a inizio inverno, visto che la sua sfida è di qualificarsi ai Mondiali. Sarà entusiasmanete vedere cosa riuscirà a realizzare, perché con lui non si può mai sapere».
Ovviamente, Klæbo è consapevole che, nonostante si parli di uno dei più grandi campioni dello sci di fondo, quella di Northug sarebbe veramente un’impresa se dovesse riuscirci: «Qualificarsi sarà probabilmente difficile, ma sarà molto bello se davvero dovesse tornare a gareggiare, tutti ne sarebbero contenti».
Lo stesso Northug è consapevole che difficilmente riuscirà a qualificarsi: «Se dovessi farcela, vorrebbe dire che lo sci di fondo norvegese è messo male».
Nell’ultimo Mondiale che si è disputato in Norvegia, nel 2011 a Holmenkollen, Northug fu l’assoluto protagonista con tre ori e due argenti, tra gare individuali e a squadre. A 13 anni di distanza, l’olimpionico ricorda ancora quanto fu complicata la marcia d’avvicinamento a quell’evento. «Nel 2011 percepivo molta tensione. Ero stato seguito con grande attenzione fin dal primo giorno. Lo avevo notato già dal primo incontro con i media che avemmo in quella stagione. Ma era una pressione che colpiva tutti: skiman, allenatori, service team. Vincere l’oro in casa è sempre molto importante. Il trucco sta nel trasformare quella pressione in motivazione».
Proprio di questo argomento ha parlato anche Klæbo, che ovviamente è l’atleta di casa che più degli altri porterà su di sé le aspettative del popolo norvegese: «Sento già che il Mondiale si sta avvicinando. Da una parte c’è già la pressione che metto sempre su me stesso, dall’altra mi aspetto che anche i media contribuiranno ad aumentarla. Per gestirla, bisogna usare gli strumenti a disposizione. Ho una buona esperienza nel staccare la spina facendo cose che trovo piacevoli. È facile farsi prendere dalla tensione troppo presto: il Mondiale ti passa per la testa una volta al giorno, ma se ci pensi tutto il tempo, rischi di presentarti già stanco sulla linea di partenza a Granåsen. Non voglio certo mi accada una cosa del genere, quindi voglio fare le cose secondo routine».
Sci di fondo – Klæbo: “Sarà emozionante vedere Northug tentare l’impresa Mondiale. Se sento pressione per Trondheim? So come gestirla”
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