All’inizio di questa settimana il circo del biathlon si è spostato dalla Finlandia all’Austria e parecchi atleti e addetti ai lavori hanno commentato questo spostamento come un passaggio dall’ombra alla luce, vista la praticamente totale assenza di sole della località scandinava in questo periodo.
L’ex biathleta nonché Campionessa Olimpica nella staffetta mista di Pyeongchang 2018, la francese Anais Bescond, attualmente allenatrice di tiro della nazionale di para biathlon transalpina, ha dichiarato in merito alla testata Nordic Magazine: “Passare ora dal Nord alle Alpi è speciale perché è come uscire dall’ombra ed entrare nella luce”- e aggiunge – “Si tratta quasi un sollievo, anche se è sicuramente una cosa positiva per gli atleti poter andare in Scandinavia all’inizio dell’inverno. Quando iniziamo la stagione lì, siamo felici perché si va a concludere un lungo periodo di preparazione e inizi a mettere in pratica quanto fatto, con le prime gare. Allo stesso tempo, per noi che viviamo nel centro-sud del continente, è un sollievo tornare nell’arco alpino con un po’ più di luce, le montagne e dei paesaggi familiari”.
Della stessa idea è l’attuale leader della generale di Coppa del Mondo, Eric Perrot: ”Al nord prendo un po’ di vitamina D per compensare la mancanza di sole. Non possiamo comunque lamentarci, siamo lassù per lavorare, e il nostro lavoro consiste nel fare le gare, che è quello che ci piace fare. Finché si rimane concentrati su questo, le cose vanno bene. Detto questo, dopo un mese in Scandinavia siamo felici di essere in Austria”.
Bescond parla anche delle differenze a livello di pubblico presente alle gare, tra le due realtà: “Anche l’atmosfera e l’ambiente sugli spalti sono diversi, a Hochfilzen il tifo è più caldo e rumoroso e questo che ci piace molto. C’è anche un po’ più di altitudine, il che renderà le cose più difficili per gli scandinavi, anche se sono talmente forti che come al solito non avranno problemi a stare davanti”.
Tutte le gare di Hochfilzen si terranno durante il giorno, senza quindi la necessità di utilizzare l’illuminazione artificiale. Su questo aspetto sempre Bescond ha aggiunto: “A casa nostra in Francia, è molto raro che ci alleniamo o gareggiamo di notte, anche se non c’è alcun problema a farlo, purché il poligono sia ben illuminato. Da un punto di vista tecnico, non è più difficile, anzi è spesso addirittura più facile, sparare di notte. Non si viene abbagliati e si ha un buon contrasto di luce. Il problema principale del competere in notturna è più legato al fisico, che normalmente abituiamo allo sforzo massimo al mattino o nel primo pomeriggio”.
Anche in questo caso, Perrot è d’accordo con la connazionale: “Non fa alcuna differenza per me competere di giorno o con l’utilizzo della luce artificiale. L’unico problema che trovo quando corriamo nel tardo pomeriggio è quello di rimanere sveglio e attivo fino alla gara, di solito tendo ad addormentarmi anche sul pullman che mi porta alla pista(dice ridendo)”.
