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Biathlon , Interviste

Biathlon – Alla scoperta dei tracciati di Hochfilzen con l’allenatore azzurro Andrea Zattoni

Photo Credits: Federico Angiolini

Il sole illumina la bella Hochfilzen, in Tirolo, mentre gli atleti testano per l’ultima volta la pista prima delle gare della seconda tappa della Coppa del Mondo di biathlon. Andrea Zattoni segue con attenzione prima Dorothea Wierer al mattino, poi gli azzurri della squadra maschile nel pomeriggio, stando assieme a loro lungo i vari tracciati di gara. Il programma prevede sprint (tre giri da 2,5 km per le donne e 3,3 km per gli uomini), pursuit (cinque giri da 2 km per le donne e 2,5 km per gli uomini) e staffette (tre giri da 2 km per le donne e 2,5 km per gli uomini).

Al termine dell’ultimo allenamento ufficiale, l’allenatore azzurro ha descritto a Fondo Italia le caratteristiche del tracciato austriaco.

«La pista si divide principalmente in due parti – ha esordito l’allenatore trentino delle Fiamme Giallequella a ovest del poligono, prima dei famosi tunnel, e quella che rimane a sud del poligono, dall’altra parte dei tunnel.
La prima parte, che è lunga circa 1,3 chilometri, è comune a tutti i giri, sembra facile ma non lo è, perché bisogna continuare a lavorare sia a scendere, essendo falsopiano in discesa con alcuni dossi, che a salire. In più c’è una curva abbastanza complicata prima del primo intermedio, un po’ ghiacciata, nella quale bisogna stare attenti prima di tutto a non cadere, poi a non perdere velocità, anzi bisogna uscire il più veloci possibile.

Nel momento in cui si attraversano i tunnel e si va dall’altra parte della pista, ci sono le tre diramazioni. Il giro da 2 km fa solo una salita di un centinaio di metri, poi c’è un giro di boa e rientra verso il poligono. Il 2,5 fa una salita abbastanza lunga, che in cima si conclude con due piccole saliscendi, seguiti da una curva a gomito abbastanza insidiosa perché in contropendenza e un po’ ghiacciata, dove stare attenti. Il 3,3 km, invece, ha una prima ansa sulla destra abbastanza semplice ma da lavorare, poi una lunga salita che riprende quella del 2 e 2,5, ma lunga 600 metri. Ci sono anche due tratti dove si può rifiatare, ma facendo attenzione, perché è importante entrare sui tratti successivi di salita con maggiore velocità. Una volta in cima, c’è un giro di boa a 180 gradi, quindi si scende e si riattacca al giro da 2.5 e 2.

Prima dei tunnel vi è una curva insidiosa a 90 gradi, proprio su un dosso, nella quale stare attenti e lavorare bene, per portare fuori più velocità possibile per l’approccio al poligono. Quest’ultimo non è banale, perché si arriva da un tratto di falsopiano in salita, con l’ultimo pezzo che è proprio una salita fino alla piazzola 30. Bisognerà gestire bene l’entrata al poligono, in particolare in occasione del tiro in piedi nelle sprint, perché il tempo tra fine salita e le piazzole del tiro in piedi è particolarmente ridotto».

Infine Zattoni si è soffermato anche sulle condizioni che gli atleti e le atlete troveranno nelle competizioni: «Sono prettamente invernali. Sopra la neve artificiale proveniente dallo snowfarm, sono caduti questi 30 centimetri di neve nuova, che non è ancora velocissima, ma la pista è comunque perfetta. Anche oggi, dopo entrambi gli allenamenti, la neve era ancora molto bella e aveva tenuto bene. Il meteo non influenza la condizione della neve, perché al mattino è particolarmente freddo, -8, ed il momento più caldo, alle due, quando ci sarà la gara dei maschi, la temperatura salirà di poco sopra lo zero. In più tutta la parte al di là dei tunnel resta sempre abbastanza protetta dal sole. Le previsioni sono ottime per domani, mentre sabato è previsto cielo coperto e domenica neve».

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