Sci di fondo | 17 giugno 2020

Dal ciclismo allo sci di fondo, Mattias Reck porta le sue metodologie di allenamento: "Meno doppie sessioni"

Dalla Trek Segafredo di ciclismo a Novak, Halfvarsson e il Team Ramudden, l'allenatore ha descritto al sito del Visma Ski Classics le sue metodologie di allenamento

Foto Visma Ski Classics

Foto Visma Ski Classics

È sempre più impegnato nello sci di fondo Mattias Reck, da anni allenatore della squadra di ciclismo Trek Segafredo. Dopo l’impegno con Max Novak nella passata stagione, andato piuttosto bene se si considerano gli ottimi risultati ottenuti dall’atleta svedese, vincitore anche del pettorale rosa dei giovani nel Visma Ski Classics, ora Reck sarà uno degli allenatori del Team Ramudden, sempre nel circuito delle grandi distanze, oltre a collaborare con Calle Halfvarsson, come vi avevamo già scritto un mese fa.

«Non l’avrei mai immaginato fino a un paio di anni fa
– ha affermato Reck al sito del Visma Ski Classicsil successo di Max ha fatto si che gli sciatori si siano interessati ai miei metodi di allenamento». Reck allenerà quindi in particolare Lina Korsgren, Ida Dahl, oltre a proseguire con Max Novak e guidare tutto il team Ramudden. «Sono onorato di avere questo incarico – ha ammesso Recknon stravolgerò del tutto la loro preparazione, ma ci sono alcune cose in cui credo e voglio che provino. Il mio metodo di allenamento si può riassumere con il fatto che gli atleti faranno meno doppie sessioni di allenamento».

Reck ha quindi spiegato la sua idea di allenamento: «Prima di tutto non credo che gli atleti ottengano una maggior stimolazione da una doppia sessione di allenamento. Quando si concedono meno sessioni di allenamento, l’atleta ha maggior tempo per il recupero e più giornate tranquille. Non è un problema per un atleta ben allenato fare quattro ore di allenamento con intervalli all’inizio e alla fine della sessione. L’altra cosa che distingue i ciclisti dagli sciatori è la necessità di allenarsi durante la stagione agonistica. Mi è diventato chiaro che (nel fondo, ndr) ti alleni molto prima del via della stagione fino a novembre, ma spesso non ti alleni abbastanza per essere in grado di mantenere la forma stabile per tutta la stagione. È importante avere alcuni blocchi di allenamento anche durante l’inverno, quando ciò concilia con il programma delle gare».

Reck ritiene poi importante che gli atleti abbiano anche un periodo di riposo più lungo al termine della stagione. «I ciclisti prendono spesso tre o quattro settimane di pausa dopo la stagione. Credo anche nel costruire la forma più lentamente. Allo stesso tempo potrebbe essere utile dividere la fase di preparazione in due blocchi. Concentrarsi su alcune gare di skiroll ad agosto e settembre, per poi tornare e fare un po’ di ricostruzione di nuovo. La pre-stagione è lunga».

Lo scorso anno con Novak ha adattato allo sci di fondo diversi allenamenti utilizzati nel ciclismo: «Max si è allenato molto con gli intervalli tipici per i ciclisti, per esempio: 40-20, 30-15 e 30-30 durante per esempio 4x10 minuti. In questo modo si possono mantenere pulsazioni elevate e alta potenza per lungo tempo. La ricerca ha confermato che ciò stimola i muscoli e il cuore nel modo giusto».

Non a caso, Reck vuole misurare la potenza espressa anche nello sci di fondo, dove solitamente si misura invece la frequenza cardiaca. Per questo motivo il Team Ramudden utilizzerà i bastoncini dell’azienda Skisen, che avranno proprio dei misuratori di potenza al loro interno. Gli stessi saranno utilizzati molto probabilmente anche da Calle Halfvarsson, che con lui si sta allenando con l’obiettivo di diventare molto competitivo sulle lunghe distanze, avendo puntato la 50km. Insomma dal ciclismo allo sci di fondo, Reck spera di poter ottenere grandi risultati anche sulla neve.  

G.C.

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