Lo svedese Edvin Anger era furioso al termine della sprint odierna a Trondheim (Norvegia) con Qiang Wang dopo essere eliminato in semifinale. Anger era ben posizionato poco prima del rettilineo finale ma, con intralciato dallo sprinter cinese, ha perso leggermente l’equilibrio nell’ultima curva e ha così chiuso in ultima posizione nella prima delle due semifinali. Parlando con NRK nella zona stampa, ha criticato aspramente Wang.
«Ero bloccato da Wang, è difficile fare qualcosa. È colpa mia, ma anche Wang scia come un clown» ha detto Anger a NRK e ritiene che il suo avversario avrebbe dovuto essere squalificato «È assolutamente impossibile sciare. Ti metti in pericolo quando sei con lui. Devi stargli davanti, perché se sei dietro, non sai come andrà a finire»
Anche Ansgar Evensen, terzo nella manche “incriminata”, ha perso del tempo prezioso che non è stato sufficiente per avanzare in finale e ha così ammesso di essere un po’ risentito dalla questione.
«Andava a zig-zag, ma poi ha saltato le mie punte un paio di volte e ovviamente mi ha ostacolato. Non sta facendo nulla di illegale, ma ovviamente sono stato un po’ ostacolato»
Wang, al quale si può sicuramente recriminare solo poca esperienza in contesti di gara simili, invece ritiene che lo svedese sia passato all’interno molto rapidamente e lo abbia spinto:
«Sono finito all’esterno nell’ultima curva. Penso che con una curva migliore sarei stato vicino a un posto in finale»
Ai microfoni norvegesi, spezza una lancia a suo favore anche il suo allenatore, Lars Christian Aabol, che lo segue da quando è tornato in Europa ad allenarsi in vista della stagione di Coppa del Mondo.
«Non è allenato sul campo, quindi dobbiamo esercitarlo. Più va avanti, più migliora. Vedendo il modo in cui sono andate le cose, può succedere, ci alleneremo per assicurarci che non sia dalla sua parte la prossima volta» continua, non badando alla rabbia dello svedese e forse anche tirando una piccola frecciatina.
Un commento salomonico dalla questione, che in un certo senso mette la parola fine sulla polemica, viene dal vincitore stesso della sprint di oggi, Johannes Høsflot Klæbo, il quale ritiene che gli atleti debbano poter sciare come desiderano, che queste dinamiche facciano parte del gioco.
«Va per la sua strada e non è quello che ha sciato più manche. Fa del suo meglio e noi dobbiamo sopportare un po’ di lotta e di spinta in volata» dice Klæbo a NRK «A volte va a tuo favore, a volte no. Sarebbe noioso se ci fossero delle regole su come andare. Lo sci di fondo perderebbe il suo fascino.»
Sci di fondo – La rabbia di Anger contro Qiang Wang per la condotta di gara: “Ti metti in pericolo quando sei con lui”
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