L’inverno appena concluso è stata la stagione del debutto in Coppa del Mondo per il fondista svedese Gustav Kvarnbrink, in occasione della tappa d’apertura di Ruka. Il 25enne, conosciuto ai più per essere compagno della fondista Moa Lundgren, è stato poi convocato anche in occasione delle tappe di Les Rousses e Falun; tuttavia, è più per qualcosa che è accaduto durante la preparazione nell’estate precedente che i riflettori si sono accesi su di lui. Kvarnbrink ha infatti rischiato grosso durante sugli skiroll, quando è stato investito da un’auto durante una sessione di allenamento con la compagna a Birsta, nella Svezia centrale. Il fondista lo ha raccontato in un’intervista al quotidiano VK.
Nel massimo circuito dello sci di fondo internazionale lo svedese non ha fatto meglio del 32esimo posto in gara, ma probabilmente può già essere grato di aver avuto la possibilità di esserci per la dinamica dell’incidente. “Ho schivato un’auto che non aveva la visuale migliore e che arrivava un po’ troppo veloce, poi Moa ha urlato e io ho guardato a sinistra e ho visto che stava per venirmi addosso. Ho dovuto cercare di alzarmi e saltare contro il cofano per non rimanere intrappolato. Inoltre l’asfalto era un po’ bagnato, quindi ho potuto scivolare abbastanza bene. È andata molto bene, ho rotto un paio di bastoncini, ma per il resto si è trattato solo di piccole abrasioni e poco altro. Ci si sarebbe potuti aspettare di uscirne con una lunga riabilitazione” ha dichiarato Kvarnbrink al giornale.
Per rendersi conto di quanto era accaduto – ed era riuscito a evitare – c’è voluto un po’: “È stato più la sera, quando sono andato a letto, che ho iniziato a pensarci e a rendermi conto di quanto fossi stato fortunato, un angelo custode mi ha protetto”.
Ora che la bella stagione è ormai arrivata e gli sci sono nel deposito ed è tempo di riprendere a lavorare sugli skiroll, il ricordo dell’incidente sarà un promemoria importante per la sicurezza in strada durante gli allenamenti in strada. “È stata un’esperienza istruttiva: non puoi fare affidamento sul fatto che le auto ti vedano, devi controllare sempre due volte. È così facile pensare che naturalmente ti vedano quando arrivi, ma è tutt’altro che ovvio”.
