RUHPOLDING – Lo sport come rifugio, ma anche come lente “fortunata” attraverso cui osservare una situazione geopolitica che a casa si è fatta improvvisamente più instabile e spaventosa. Ukaleq Astri Slettemark, biathleta groenlandese di Coppa del Mondo, sta usando in questi giorni la piattaforma che il biathlon le fornisce per condividere con più persone possibili la voce del suo popolo, parlando ai media con grande sincerità del clima di incertezza che circonda la Groenlandia dopo le recenti dichiarazioni di Donald Trump, raccontando come questa situazione stia inevitabilmente incidendo anche sulla sua quotidianità di atleta.
«Al momento ci sono stati gli incontri con i Ministri degli Esteri di Groenlandia e Danimarca, e onestamente è un sollievo che non sia più solo un botta e risposta sui social, come era stato finora, ma che ci sia un gruppo che sta lavorando sulla situazione», ha detto ieri pomeriggio, al termine della sprint ai media riuniti in Mixed Zone. «Certo di rimanere concentrata sul mio sport al meglio che posso, che è prima di tutto il mio lavoro, ma è certamente spaventoso e ci penso molto. Non avrei mai pensato di vivere una situazione del genere nella mia vita, è surreale anche solo pensarci.»
La percezione, per Slettemark, è che la questione abbia ormai superato i toni provocatori per cui il presidente americano è noto. «Di sicuro non è più uno scherzo. È difficile sapere cosa accadrà, a casa ne parliamo e ci immaginiamo gli scenari peggiori per prepararci in un certo senso. Ieri in allenamento è stata dura concentrarsi e faccio del mio meglio per restare nel presente, ma ogni giorno sono spaventata e non riesco ad esprimere a parole il mio odio per quel tipo.»
L’atleta racconta di percepire una forte ondata di sostegno internazionale, attraverso i messaggi che riceve sui social ma anche tra i “colleghi” della biathlon family: «Molte persone mi stanno contattando e mi fanno sapere che mi sono vicini e sono vicini alla Groenlandia. Forse sono un po’ in una bolla isolata su internet e vedo solo un lato della storia, ma tutti sembrano dire “Siamo con la Groenlandia” e che quello che Trump dice non è assolutamente accettabile, è difficile anche solo capire come sia possibile quello che sta succedendo. La gente si sta dimostrando molto solidale ed è così che dovrebbe essere, non è molto diverso dall’invadere un Paese come ha fatto Putin. È la persona più potente del mondo e non capisco non ci siano conseguenze per il modo in cui gioca con tutti come vuole. È davvero spaventoso.»
Slettemark riporta anche le sensazioni che arrivano direttamente dalla Groenlandia, raccolte ascoltando amici e connazionali. «Ho sentito dei groenlandesi dire che è come una tortura psicologica, perché quelle parole spaventano e la sua retorica ha effetti su così tanta gente e non ha ancora fatto nulla di concreto, gli basta rilasciare ai media poche parole e crea conseguenze enormi per la Groenlandia che è un Paese piccolissimo.»
Durante la gran parte dell’anno la famiglia Slettemark è stabilità in Norvegia per poter contare su strutture all’avanguardia che rispondano alle esigenze di un’atleta di Coppa del Mondo, ma non significa che la lontananza renda la situazione più semplice da gestire emotivamente: «È davvero dura, perché io vedo la situazione dall’esterno gareggiando all’estero e tutto il resto, seguo le news naturalmente. Ma mio fratello (il biathleta Sondre Slettemark, ndr) è in Groenlandia in questo momento, gli ho parlato e dice che la gente è molto spaventata, hanno problemi a dormire la notte, mentre qualcun altro l’affronta con il tipico umorismo groenlandese, dicendo che è arrivata l’ora di tirare fuori i fucili da caccia. Credo che alla fine sia un meccanismo di difesa, alla fine siamo un Paese estremamente pacifico, non abbiamo eserciti o militari, siamo abituati a farci gli affari nostri da così tanto tempo, siamo fortemente connessi con la natura ed è diametralmente opposta alla cultura americana ed è difficile anche solo immaginare come possa cambiare.»
Lo sguardo, infine, resta rivolto al futuro: «Naturalmente io spero che tutto possa restare com’è, ma ci saranno inevitabilmente alcuni cambiamenti, spero non in peggio.»


