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Biathlon

Biathlon – Ruhpolding, la vittoria non soddisfa a pieno Jeanmonnot: “Un po’ delusa, l’obiettivo era fare 5/5 nell’ultimo tiro”

Foto Credits: Dmytro Yevenko

Si chiude favorevolmente il weekend bavarese di Lou Jeanmonnot, che ottiene una vittoria importantissima in chiave Classifica Generale di Coppa del Mondo. A Ruhpolding, la transalpina mette alle sue spalle tutte le avversarie di stagione ma ciononostante non è pienamente soddisfatta della sua gara, come racconta ai microfoni di L’Equipe.

“Confesso che la mia strategia odierna era nell’essere paziente perché tra il tiro, le scie e tutto quello che accadeva alle mie spalle avevo la sensazione che, dal mio punto di vista, i primi quattro giri non fossero decisivi. Perciò ho sciato davvero da sola, lasciando la porta aperta a chi voleva o poteva raggiungermi in quel momento, perché trovo più facile stare in gruppo. E quindi l’obiettivo era fare 5/5 nell’ultimo tiro, ma non ci sono riuscita. È qui che sono un po’ delusa, perché quello era davvero l’obiettivo della giornata, restare calma sui primi quattro giri ed essere pulita al tiro nell’ultimo poligono e quindi ci sono riuscita solo al 50%”.

Nonostante la vittoria, la francese non nasconde la delusione per non essere riuscita a raggiungere i suoi obiettivi di giornata, benché il risultato è quello più favorevole di tutti, e la aiuta a rafforzare la sua leadership in classifica generale.

“Se avessi fatto 4/4/4/5 forse sarei più contenta perchè era l’obiettivo che mi ero posta e quindi se prima della gara dico che voglio fare il 5 nell’ultimo tiro e non ci riesco, non significa che sia stato un successo solo perché alla fine ho chiuso con una vittoria. Oggi non è grave, è fantastico, ma per la prossima settimana bisognerà concentrarsi un po’ di più”

E questo perché le inseguitrici di oggi, su tutte Hanna Oeberg, all’ultimo giro fanno paura anche a una come Jeanmonnot; fortunatamente per la francese, la pratica si è chiusa prima della salita finale: “Sono contenta che non mi abbia raggiunto prima delle salite, perché quello è in un certo senso il punto critico. Ho dato tutto quello che avevo ancora nelle salite, ma se mi avesse ripreso avrebbe potuto rimanere sui miei sci e non so come sarebbe potuta andare. Alla fine avevo tre secondi in più, che è quello che lei non aveva all’inizio della salita.”

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