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Biathlon – Botn si prepara al ritorno in Coppa del Mondo: “Quando si è stati malati, è sempre un’incognita la reazione del corpo”

Foto Credits: Dmytro Yevenko

Johan Olav Botn si prepara in queste ore al ritorno in gara in Coppa del Mondo dopo aver saltato per problemi di salute le tappe di Oberhof e Ruhpolding. Il norvegese, che fino alla pausa natalizia ha indossato il pettorale giallo di leader della classifica generale, passato poi a Tommaso Giacomel, ha avuto però sulle sue spalle anche il peso della tragedia occorsa alla Nazionale norvegese, quando è stato proprio il 26enne a trovare il corpo senza vita del compagno di squadra Sivert Bakken mentre erano in gruppo a Passo di Lavazé durante le vacanze di Natale.

Al rientro in gruppo il biatleta ha rilasciato una toccante intervista a TV2 in cui ha parlato delle sensazioni che lo accompagnano in questa tappa di Nove Mesto: “È stato un periodo difficile e strano. Ci sono stati alti e bassi. Alcuni giorni sono stati durissimi, altri un po’ migliori. È bello poter tornare ad allenarsi ed è bello essere qui e incontrare gli altri. Tuttavia è strano. Cammino vado in giro aspettandomi che Sivert arrivi per la colazione. Normalmente lui sarebbe lì. Poi ti rendi conto che non c’è e che non lo rivedrai più. Ci sono comunque dei momenti difficili durante la giornata, quindi cerco solo di affrontarli.”

Con la malattia che ha indebolito il fisico – “i test non hanno ancora raggiunto il loro massimo”, riferisce – Botn e lo staff tecnico norvegese hanno scelto la strada della prudenza, tornando a gareggiare senza fretta, saltando la scorsa tappa, per poter essere al meglio delle condizioni al via delle gare olimpiche di Anterselva.

“Credo che si sia trattato di un’infezione alle vie respiratorie. È simile a quella che ho avuto l’anno scorso. Allora ho commesso l’errore di ricominciare ad allenarmi troppo presto e troppo intensamente. Ora ho cercato di andarci più piano, e finora ha funzionato bene. Sarà interessante vedere come andrà. La progressione è in corso. Quando si è stati malati, è sempre un’incognita la reazione del corpo. Avrò la risposta quando taglierò il traguardo.”

Probabilmente, però, il processo di ripresa più duro è quello mentale: in queste settimane ha dovuto fare pace con quello che è accaduto e provare a ricostruirsi, trovando una filosofia per andare avanti.

“Ho l’impressione di gareggiare più con Sivert che per Sivert. È presente nei miei pensieri, mi accompagna in pista e mi ispira” conclude, spiegando di non avere in mente alcuna una commemorazione per il suo compagno di squadra: “Faccio fatica a trovare qualcosa che sia degno di Sivert. Prendo le cose come vengono”.

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