La giornata è fredda a Nove Mesto a poche ore dall’individuale maschile del giovedì. Mentre le donne stanno per recarsi in pista per l’allenamento in vista della loro gara in programma il giorno successivo, attorno fervono ancora i preparativi. La musica viene alzata a tutto volume in attesa dei fan, dei ragazzi provano le pistole con le quali lanceranno le magliette ai tifosi, mentre in mixed zone si sistemano gli ultimi cavi perché tutto sia perfetto.
Lì Mirco Romanin ci raggiunge, già in tuta da gara con cui usa allenarsi insieme alle sue atlete. Mentre Passler, Auchentaller e Carrara si stanno recando in pista, l’allenatore friulano del gruppo femminile ci parla volentieri del bellissimo Mondiale master che scatterà domani, 29 gennaio, e si chiuderà il prossimo 6 febbraio nei luoghi dove è cresciuto come uomo e come appassionato di sci di fondo, Forni Avoltri e Sappada.
«Sono due località speciali per me – afferma a Fondo Italia – e sono felice siano sede di un evento tanto importante, che richiama tantissima gente da tutto il mondo».
Romanin svela anche un particolare, che per chi lo conosce è molto divertente, perché sa quanto l’allenatore azzurro ami competere: «Mi dispiace non essere presente, perché da grande appassionato di agonismo avrei voluto partecipare a queste gare».
Negli stessi giorni, però, l’allenatore azzurro ha un altro grande evento da preparare: «Il mio lavoro richiede la massima concentrazione sull’evento olimpico, che inizierà subito dopo il Mondiale Master. Proprio negli stessi giorni noi saremo impegnati nel raduno pre olimpico a Martello con le nostre squadre».
E pensare che Mirco Romanin aveva anche già deciso quale gara disputare: «Volevo fare la 30 km a skating. Fino a un mese e mezzo fa ero anche convinto di riuscirci, poi riguardando bene il calendario mi sono reso conto che non sarebbe stato possibile. Peccato, mi sarebbe davvero piaciuto. Ci saranno però mio papà e mio zio, che sono gemelli nati nel 1964, grandissimi appassionati. Se oggi sono qui nel mondo dello sci nordico lo devo a loro. Poi ho anche tanti amici che si sono iscritti e sicuramente si divertiranno per me».
Romanin sottolinea quindi l’importanza che questo evento ha per Forni Avoltri e Sappada: «Il nostro è un territorio abbastanza piccolo, che come tutte le località delle nostre montagne vede sempre meno gente. I Comitati Organizzatori di Forni Avoltri e Sappada cercano di tenere duro e portare avanti la cultura sportiva dello sci nordico e del biathlon, che è molto importante per mantenere viva la tradizione sul nostro territorio. Se tanti campioni sono venuti e vengono ancora dalle nostre località, è proprio perché da anni vengono organizzati eventi come questo, che richiamano tanta attenzione su queste discipline, facendo si che i giovani si appassionino ulteriormente e vadano avanti con motivazioni sempre maggiori».
Infine l’invito a tutti: «Auguro ai partecipanti innanzitutto di divertirsi, perchè sopra i trent’anni è tutto divertimento, anche se lo sci di fondo è tanta fatica. Poi mi auguro davvero che tutti coloro che verranno da fuori possano apprezzare al meglio le nostre piste e il nostro territorio».
Anche se Romanin alla fine non resiste a svelare che, al di là del divertimento, lui aveva un obiettivo chiaro: «Ovviamente avrei voluto vincere, perché alla fine si parte sempre con il massimo obiettivo. Quindi, in bocca al lupo a tutti».


