Non c’è storia! La prima gara dello sci nordico alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è un dominio della nazionale svedese, con Frida Karlsson ed Ebba Andersson che hanno fatto presto la differenza rispetto alle avversarie, già nella parte in classico, su un tracciato veramente impegnativo e selettivo, rifilando distacchi abissali. Frida si è accorta poi presto di averne di più rispetto alla compagna e a 6 km dal traguardo si è involata verso il successo, giunto con uno stupendo arrivo in solitaria con tanto di bandiera nello stadio di Lago di Tesero.
E’ arrivata così una doppietta svedese, sicuramente secondo pronostico, anche se le possibili variabili non mancavano alla vigilia. Karlsson e Andersson hanno però dimostrato, anche in prospettiva per le prossime gare, una condizione strabordante, facendo vedere a tutte di essersi preparate al meglio per questo appuntamento. La Norvegia si è dovuta accontentare del bronzo, finito al collo di Heidi Weng, terza a 1’30”, bravissima a livello tattico a gestire la prova, rimontando nella parte a skating Astrid Oyre Slind, sesta, l’unica a provare a seguire le vincitrici in classico, ma poi inevitabilmente crollata in pattinato.
Ai piedi del podio si è accomodata la giovane svizzera Nadja Kaelin con un’eccellente prova, lanciando grandi segnali in prospettiva futura, mentre è quinta Astrid Oyre Slind anche lei brava a gestirsi bene durante la prova e ad uscire negli ultimi chilometri di gara. Solo ottava e subito fuori dai giochi per le medaglie Jessie Diggins. Nono posto per un’altra parziale delusione di giornata, Teresa Stadlober, in difficoltà anche nella sua amata tecnica classica. Bel settimo posto invece per Katerina Janatova: con questa gara la ceca ha mostrato di essere in forma soprattutto in vista della sprint, mentre ha chiuso la top 10 Kristin Austgulen Fosnaes.
Le italiane hanno pagato dazio sin da subito, staccandosi già nei primi chilometri dal gruppo di testa. La migliore è stata Martina Di Centa, che ha terminato al 28esimo posto a quasi 5′ di ritardo. Sono 6 i minuti accumulati da Anna Comarella, 36esima, mentre Maria Gismondi ha gareggiato in condizioni non ancora ottimali a causa dei malanni che l’hanno colpita nelle ultime settimane e ha pagato dazio sin da subito, finendo al 48esimo posto.
CRONACA DELLA GARA
Il primo giro in classico non genera molte differenze, col gruppo che resta piuttosto compatto, tirato da norvegesi e svedesi. Purtroppo perde subito contatto Maria Gismondi, mentre Martina Di Centa e Anna Comarella tengono duro. A inizio secondo giro ecco la prima grande accelerazione che fa subito la differenza: Andersson, Sundling, Karlsson e Slind se ne vanno da sole, scavando un piccolo solco su tutte le altre, con Nadja Kaelin a guidare l’inseguimento, mentre sembra faticare Diggins. Azzurre fuori dalle prime trenta posizioni.
Al termine del secondo giro il quartetto ha una decina di secondi di margine su un altro quintetto con Niskanen, Fosnaes, Weng, Ilar e Kaelin, mentre le altre sono già ad oltre 30″ e sembrano fuori dai giochi per le medaglie! Staccate nettamente Diggins, Stadlober e Simpson-Larsen, azzurre già abbondantemente oltre il minuto. A inizio terza tornata una scatenata Ebba Andersson incrementa ancora il ritmo e manda in crisi la compagna di squadra Sundling! Gara senza tatticismi, resa più dura anche dalla neve bagnata, con le svedesi meno veloci allo sprint che vogliono subito fare la differenza. Sono quindi già rimaste in 3 davanti. Dietro intanto i distacchi si ampliano e ormai la gara sta diventando a dispersione, con le atlete sparse per la pista alla spicciolata, quando ancora non siamo nemmeno a metà prova.
Cambio sci con una leggera difficoltà per Slind, che comunque rimane con le svedesi, mentre dietro Sundling viene ripresa dal gruppo inseguitore. Diggins cambia materiali a un minuto e mezzo di ritardo in 15esima posizione. Il primo giro a skating vede però l’immediato momento di difficoltà della norvegese, che cede subito di fronte al ritmo incessante della coppia Karlsson/Andersson, che si lancia verso il duello per la medaglia d’oro, che sarà comunque per la Svezia. Dietro intanto va in crisi Sundling, mentre salgono al quarto e quinto posto Heidi Weng e un’eccellente Nadja Kaelin.
Le due al comando si danno cambi regolari e si alternano in testa, ma Karlsson sembra quella più pimpante e già alla fine del primo giro in tecnica libera mette alle corde la compagna. Slind è intanto colata a picco e viene raggiunta dalla compagna Weng, con Kaelin non molto distante e ancora in lotta per il bronzo. Andersson prova a stringere i denti, ma non c’è nulla da fare, Frida ne ha di più, specialmente in salita, e se ne va da sola. Intanto Weng stacca definitivamente tutte le compagne di avventura e si lancia verso il bronzo.
Gli ultimi 5 km sono una parata trionfale per Frida Karlsson, che alla fine chiude per la medaglia d’oro con oltre 30″ di margine su Ebba Andersson, argento, per la doppietta svedese. Heidi Weng difende senza problemi il bronzo, mentre Nadja Kaelin brucia nel finale Niskanen e Slind per un bellissimo quarto posto.
Classifica finale, TOP 10
- F. Karlsson (SVE) 53’45.2
- E. Andersson (SVE) +51.0
- H. Weng (NOR) +1’26.7
- N. Kaelin (SUI) +1’51.5
- K. Niskanen (FIN) +1’54.0
- A. O. Slind (NOR) ++1’56.1
- K. Janatova (CZE) +2’13.6
- J. Diggins (USA) +2’21.1
- T. Stadlober (AUT) +2’26.4
- K. A. Fosnaes (NOR) +2’40.4
Le italiane in gara
28. Martina Di Centa +4’50.0
36. Anna Comarella +6’08.5
48. Maria Gismondi +8’26.7

