Come è noto, nella Francia femminile che ha prima portato la staffetta mista transalpina alla vittoria dell’oro mondiale e successivamente ha conquistato oro e argento nell’individuale femminile, c’è un po’ di Italia. Da due anni, allenatore di tiro del gruppo femminile è quel Patrick Favre che a lungo è stato anche allenatore dell’Italia.
L’allenatore valdostano ha accompagnato con orgoglioso Julia Simon e Lou Jeanmonnot nel media centre dell’Arena Alto Adige di Anterselva, seguendo la conferenza stampa e rispondendo anche alle domande dei giornalisti francesi che si sono avvicinati a lui.
A Fondo Italia, Favre ha quindi parlato del grande successo francese e di quanto valga ancora di più considerando tutte le pressioni attorno a una squadra che è quasi obbligata a vincere.
«Sicuramente siamo doppiamente soddisfatti – ha detto l’allenatore valdostano della Francia a Fondo Italia – un contro è mostrare nel corso di tutta la stagione il nostro livello, un altro è confermarsi in un appuntamento del genere, dove arriviamo non soltanto con tante aspettative mediatiche ma anche quelle all’interno della squadra stessa, che ovviamente sono alte. Siamo arrivati ad Anterselva con la voglia di confermare almeno quanto fatto vedere nel corso di tutta la stagione. Adesso sappiamo che c’è la possibilità di farlo. Al momento le ragazze rispondono veramente bene alle aspettative. Non è mai scontato, perché a mio parere c’è un aspetto importantissimo che a volte si lascia da parte, che sono le emozioni umane. Un aspetto fondamentale da gestire».
Chi ha dimostrato di saper gestire al meglio le emozioni, andare oltre situazioni personali molto difficili da affrontare e riuscire a mettere tutto da parte una volta in pista è Julia Simon. La francese ha vinto ieri il suo primo oro olimpico individuale, conquistando così un altro successo in un grande appuntamento dopo gli ori mondiali già vinti a Oberhof 2023, Nove Mesto 2024 e Lenzerheide 2025. Quando conta non sbaglia mai.
«Lei ha la testa da grande campionessa – ha sottolineato Favre – quest’anno a inizio stagione non era presente, poi è rientrata pian piano ma si è ammalata diverse volte. Anche a Nove Mesto non era ancora al meglio. Conosciamo benissimo il suo valore, lo ha dimostrato per anni e quando sta bene il suo livello è questo. Ha fatto già tanta esperienza sia alle Olimpiadi che ai Mondiali, quindi ora sta raccogliendo ha seminato negli anni».
Impressionante sugli sci è stata Lou Jeanmonnot, che è ancora a caccia del suo primo oro in un grande evento. «Ci è andata vicino e per farlo le è mancato poco, bastava solo un errore in meno. Cosa le serve? Al momento le manca ancora un po’ di esperienza in un evento del genere rispetto a Julia. Non dimentichiamoci che per lei è stata soltanto la seconda gara olimpica in carriera».
Per un soffio la Francia non è arrivata addirittura alla tripletta, con Bened incappata in un errore proprio sull’ultimo bersaglio. La giovane francese era in lacrime in mixed zone. Favre ha speso belle parole per lei. «Sono stato tra i primi a incontrarla – ha detto – piangeva e in questi momenti non hai tante cose da dirle, se non ricordarle che è stata bravissima. Purtroppo quando arrivi lì e senti che la medaglia è vicina, è difficile poi reagire in maniera diversa se le cose non vanno. Le emozioni sono umane. Però ci tengo a dire che al tiro è una delle migliori atlete che abbia mai visto nella mia carriera. Non dimentichiamo che lei è al primo anno in Coppa del mondo, ogni giorno vive delle esperienze nuove e si è guadagnata il posto il posto per le Olimpiadi. All’esordio olimpico ha mostrato di che pasta è fatta. Nei prossimi anni cercheremo di farla migliorare sugli sci, perché il suo livello può essere altissimo».
Per anni Patrick Favre ha allenato Dorothea Wierer. Inevitabile quindi chiedergli un pensiero sul prossimo addio dell’azzurra, che è seguita anche dal fratello dell’allenatore della Francia, Christian Favre, skiman della nazionale azzurra. «Nonostante da anni non sia più il suo allenatore, con Dorothea scherziamo sempre perché tra noi è rimasta una forte amicizia. Mi dispiace che smetta perché perdiamo un’atleta di valore e un grande personaggio. Infatti, oltre ai risultati che ha ottenuto, che non sto qui ad elencare perché sono sotto gli occhi di tutti, Doro è stata in Italia e in campo internazionale un personaggio che ha aiutato molto il mondo del biathlon».

