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Sci di fondo – Martino Carollo celebra Federico Pellegrino: “Mi ha permesso di crescere più velocemente. L’obiettivo ora è puntare ai podi individuali”

© Gianpaolo Piazzi/CONI

All’inizio del quadriennio che ha accompagnato l’Italia alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, Martino Carollo era ancora un giovane sciatore di fondo deciso a inseguire il sogno di prendere parte alla rassegna a cinque cerchi. A distanza di quattro anni il 22enne di Borgo San Dalmazzo è diventato un pilastro della squadra azzurra riportando l’Italia sul podio olimpico nella staffetta maschile a vent’anni dalla vittoria di Torino 2026. Il portacolori delle Fiamme Oro Moena sa di poter andare oltre e punta per le prossime stagioni ad avvicinarsi ai vertici dello sci di fondo mondiale.

Si sarebbe aspettato di raggiungere un traguardo simile dopo esser arrivato in Nazionale da così poche stagioni?

All’inizio di questo quadriennio non pensavo ancora a questa Olimpiade. Pensavo più che altro alla possibilità di far diventare lo sci di fondo il mio lavoro, quindi cercavo di entrare nelle Fiamme Oro. Poi però ho scalato rapidamente: sono arrivato in Coppa del Mondo, in questo team, e solo nell’ultimo anno questo desiderio, questo sogno di vincere una medaglia a Milano-Cortina ha iniziato a prendere forma. Abbiamo lavorato tutti, io in prima persona ma anche tutta la squadra, per raggiungere questo obiettivo. La stagione era iniziata già molto bene, dai primi weekend di Coppa del Mondo, e siamo arrivati a questo appuntamento molto determinati e convinti di poter ottenere il risultato che desideravamo.

Quanto è importante avere un riferimento come Federico Pellegrino?

È stato un punto di riferimento fondamentale per la mia crescita. Arrivando da fuori, da questo mondo molto particolare della Coppa del Mondo e delle Olimpiadi, avere accanto qualcuno che ci è stato per tanti anni, e da campione, è stato importantissimo. Sa perfettamente come funziona tutto: è stato il modo migliore per crescere più velocemente, bruciare alcune tappe e cercare di arrivare il prima possibile vicino ai migliori.

Come si trova in un gruppo così giovane con atleti come Elia Barp e Davide Graz?

Secondo me siamo un ottimo gruppo e lo saremo anche nei prossimi anni. Ora, anche senza più ‘Chicco’, vogliamo continuare a migliorare e andare avanti. Vogliamo anche ispirarci a quello che ha fatto lui, cercando di raccoglierne l’eredità. L’obiettivo è fare in modo che lo sci di fondo italiano continui a essere seguito e possa ottenere grandi risultati.

Cosa si aspetta per il futuro a livello individuale?

A livello individuale, soprattutto come si è visto quest’anno, le gare in tecnica libera sono quelle in cui riesco a esprimermi meglio. Il passo pattinato è quello che preferisco. Penso sia inutile nascondere che, dalla prossima stagione, l’obiettivo sarà puntare ai podi individuali in Coppa del Mondo: questo è il prossimo step. Poi, come squadra, ci saranno i Mondiali l’anno prossimo e lì proveremo a ripeterci dopo il risultato di quest’anno. Senza ‘Chicco’ dovremo trovare un quarto uomo, ma il gruppo non si limita a noi tre: ci sono tanti altri atleti che stanno crescendo. È un movimento che si autoalimenta.

Di seguito la videointervista completa


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