Con un finale quasi inatteso, Paula Botet ha concluso la stagione incoronata vincitrice dell’IBU Cup, scrivendo il suo nome nell’Albo d’oro del campionato cadetto di biathlon internazionale accanto a quelli di Lou Jeanmonnot, Océane Michelon e Camille Bened al termine di una stagione che non era iniziata sotto i migliori auspici.
Intervistata da Vosges Matin la transalpina ripercorre questo percorso ad ostacoli. A partire dalla preparazione, con l’atleta dei Vosgi in difficoltà in dalle selezioni a Bessans: «La mia preparazione fisica non è stata facile, ho dovuto affrontare alcuni problemi fisici».
La svolta arriva però nelle prime tappe di IBU Cup, dove ottiene una vittoria nella sprint a Obertilliach seguita da una storica tripletta in Val Ridanna, dovuta soprattutto al miglioramento al poligono: «Quest’anno ho fatto progressi nel tiro grazie a un buon lavoro estivo. Non faccio più gli stessi errori, soprattutto a terra. Quest’inverno mi sentivo davvero bene dietro alla carabina».
Questi brillanti risultati le hanno fatto ottenere la promozione in Coppa del Mondo durante la tappa di casa a Le Grand Bornand, ma un po’ la concorrenza interna spietata, un po’ la tensione della tappa francese, 25enne non val oltre il 48esimo posto nella sprint, una debacle che le costa la possibilità di giocarsi il passo olimpico per Milano-Cortina. «Peccato, perché speravo di poter giocare un ruolo più importante in Coppa del Mondo e puntare alla selezione olimpica».
Tornata nel circuito B, con nuovi successi ad Arber e Brezno, la stanchezza ha finito per avere la meglio sulla campionessa e a Lake Placid, ha dovuto dare fondo alle sue energie, più mentali che fisiche ormai, per conquistare gli ultimi punti necessari ad assicurarsi la Classifica Generale. «Ho gestito il finale come ho potuto, continuando a gareggiare anche se stanca. L’obiettivo era limitare i danni. Rimane comunque una bella soddisfazione, sono davvero contenta anche se non era necessariamente l’obiettivo iniziale. Di sicuro l’anno prossimo il mio obiettivo sarà non solo quello di tornare in Coppa del Mondo, ma anche di rimanerci e, soprattutto, di ottenere buoni risultati».

