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Skiroll – Marco Sala punta in alto per la stagione 2026: “Vogliamo ottenere buoni risultati sia in Coppa del Mondo che ai Mondiali, ma cerchiamo di venire incontro alle esigenze dei ragazzi”

Foto Credits: Fondo Italia

La Nazionale Italiana di skiroll è pronta per una stagione piena d’impegni, dove dare l’opportunità ai nuovi talenti di emergere e a molti fuoriclasse di confermare il proprio livello. Chiaramente non sarà semplice ripetere quanto visto lo scorso anno in cui Matteo Tanel conquistò la classifica generale di Coppa del Mondo maschile, mentre Emanuele Becchis si portò a casa la Sfera di Cristallo dedicata alle sprint davanti a Michele Valerio. Tuttavia l’allenatore responsabile Marco Sala è pronto a condurre la formazione azzurra verso nuovi trionfi grazie a una preparazione accurata in vista dell’inizio della stagione.

Come state impostando la preparazione in vista dell’inizio della stagione?

Faremo un paio di raduni di circa sei giorni per i senior e per gli junior . Successivamente sfrutteremo alcune gare in calendario di Coppa Italia, ma anche eventi extra calendario, come ad esempio quello di fine maggio a San Marino: si tratta di una gara su due giorni che useremo per aggiungere altri giorni di raduno. Infatti proprio in occasione di questo appuntamento in programma il 23 e il 24 maggio, seguirà il primo raduno per i senior, mentre per gli junior ce ne sarà uno esclusivo ad agosto. Dopodiché avremo altri due stage, sempre collegati a delle gare di Coppa Italia: uno a giugno, in occasione della prova di Linguaglossa, dove arriveremo qualche giorno prima per lavorare insieme; e uno a Castel di Sangro verso la seconda metà di luglio. In queste occasioni sfrutteremo non solo l’aspetto allenante, ma anche attività di team building per aumentare la coesione del gruppo.

A tal proposito, come vi state muovendo sul fronte del sostegno psicologico per gli atleti?

Sì, abbiamo intrapreso diverse attività con gli atleti e lo staff: momenti di gruppo, consulenze, attività di divulgazione e supporto psicologico. Inoltre, continuiamo la preziosa collaborazione con il centro CeRiSM di Rovereto. Come riferimento scientifico abbiamo il professor Roberto Modena e il medico Simone Zamperini , con il quale svolgiamo test funzionali. Quest’anno abbiamo ideato un nuovo protocollo di valutazione, differenziato per i gruppi: gli atleti endurance svolgeranno determinati test, mentre gli sprinter ne faranno altri specifici. Questo ci permette non solo di individuare le caratteristiche degli atleti, ma anche di monitorarne i progressi, fornire feedback utili e costruire uno storico di dati. Questi dati saranno preziosi anche in futuro per individuare predisposizioni verso determinati format di gara.

Differenziate gli allenamenti fra sprinter e atleti dediti alle lunghe distanze?

Sì, assolutamente. Anche in base agli obiettivi – chi punta alla classifica generale di Coppa del Mondo e chi a quella sprint – cerchiamo di supportare gli atleti con una programmazione personalizzata. Se un atleta non ha un tecnico di riferimento, seguiamo direttamente la sua preparazione dalla primavera all’autunno. Se invece ha un proprio allenatore, collaboriamo con i tecnici dei club per condividere e monitorare il lavoro, così da garantire continuità ed efficacia nella preparazione.

Per quanto riguarda i Mondiali, avete già definito degli obiettivi per alcuni atleti?

In campo femminile abbiamo Alba Mortagna, campionessa mondiale uscente, che può ambire a risultati importanti, così come l’esperta Maria Eugenia Boccardi . Tra i senior emergenti c’è Anna Maria Ghiddi , atleta molto versatile. Nel gruppo sprint maschile i forti Emanuele Becchis e Michele Valerio hanno ottime possibilità di ottenere prestigiosi risultati, nel gruppo endurance abbiamo atleti esperti come Matteo Tanel, Tommaso Dellagiacoma e Riccardo Masiero, che da anni ottengono risultati di alto livello internazionale. Per quanto riguarda gli junior, i Mondiali in Lettonia – che coinvolgeranno sia junior che senior – saranno soprattutto un’occasione di crescita: serviranno per fare esperienza, conoscere i tracciati e i format di gara. Tuttavia, abbiamo diversi atleti che possono ambire a medaglie, come già successo lo scorso anno. In campo femminile, ad esempio, ci sono le sorelle Invernizzi, così come l’esperto Stefano Epis e i nuovi innesti come Fananelli e Tazzioli. Per gli junior non poniamo l’accento sul risultato, ma sulla crescita e la prestazione . Nei senior, invece, puntiamo a ottenere buoni risultati sia nello sprint sia nelle gare endurance.

Quanto è prestigioso vedere atleti come Axel Artusi o Maria Gismondi raggiungere alti livelli anche nello sci di fondo?

Per noi è molto importante e motivo di orgoglio ed è parte della nostra filosofia. Come squadra skiroll, cerchiamo di supportare gli atleti in base ai loro obiettivi stagionali. Abbiamo atleti che si dedicano completamente allo skiroll, e altri che fanno doppia stagione, partecipando sia alle gare estive sia a quelle invernali, come Coppa Italia, FESA Cup o Coppa del Mondo di sci di fondo. Altri ancora utilizzano lo skiroll come preparazione per l’inverno. La nostra filosofia è di totale apertura verso le esigenze degli atleti. I dati ci confermano che chi accumula esperienza nello skiroll e sa gestire al meglio la doppia stagionalità , anche a livello internazionale, ottiene benefici nella stagione invernale. Questo avviene anche all’estero: basti pensare alla squadra svedese, con atleti come Anton Grahn, Evelina Crüsell, Eddie Pettersson o Jonathan Lindberg, che hanno ottenuto risultati di alto livello nello sci di fondo dopo aver praticato lo skiroll. Per questo condividiamo con altri tecnici l’idea che lo skiroll sia non solo una disciplina a sé, ma anche un importante supporto per la stagione invernale.

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