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Le prime parole di Ospelt da Presidente: “Dobbiamo avere l’ambizione di far crescere la FIS insieme”

Photo Credits: FIS

Dopo un’elezione combattuta letteralmente fino all’ultimo voto e un Congresso FIS che a Belgrado ha di fatto evidenziato una divisione a metà, tra Nazioni “grandi” e “minori”, il neo eletto presidente Alexander Ospelt ha tracciato le linee guida del proprio mandato, ponendo al centro unità, sostenibilità economica e rilancio delle discipline invernali.

Durante la conferenza stampa che ha seguito l’elezione, il 58enne ha voluto innanzitutto ringraziare i delegati delle singole Nazioni: “Vorrei ringraziare tutti i delegati per il buon dialogo in preparazione a questo Congresso. Come i risultati hanno dimostrato, siamo ancora divisi, quindi il mio obiettivo sarà unire e riportare serenità nella federazione, con l’ambizione di mandare avanti e far crescere la FIS insieme”.

Il dirigente del Liechtenstein ha insistito molto sul concetto di collaborazione tra le grandi e le piccole nazioni, sottolineando l’importanza della redistribuzione delle risorse: “Chiedo alle Nazioni più grandi di sostenere quelle più piccole. Oggi abbiamo preso una decisione importante sulla distribuzione e dobbiamo migliorare la situazione nell’interesse di tutta la FIS, acquisendo nuovi stakeholder, investimenti e sponsor. Questo ci permetterà di finanziare meglio la redistribuzione dei fondi e aumentare i montepremi, una richiesta degli atleti che comprendo totalmente”.

Tra le priorità immediate della nuova presidenza ci saranno ascolto e riorganizzazione interna. “Il primo passo sarà incontrare e ascoltare tutti i Paesi per comprenderne le preoccupazioni, organizzare lo staff e capire quale sia la situazione attuale. Oggi abbiamo saputo che Michel Vion ci lascerà, quindi bisognerà riorganizzare il management team: c’è molto lavoro da fare”.

Ospelt non ha mostrato preoccupazione per il margine ridotto con cui è stato eletto: “Personalmente non lo vedo come un problema, ma come una possibilità. Ora la situazione è chiara e so da dove iniziare il mio lavoro. Vale anche per le grandi nazioni. È una sfida, ma non un problema”.

Sul clima che ha accompagnato la campagna elettorale e sulle accuse di interferenze del CIO sollevate dal presidente uscente Johan Eliasch, il nuovo numero uno della FIS ha mantenuto toni prudenti: “Non ero a conoscenza di alcun problema riguardante il CIO. Il processo elettorale non è solo difficile ma anche interessante, perché permette di parlare con tutte le nazioni. È importante prendere in grande considerazione le preoccupazioni di ciascuno e far capire che, con un nuovo inizio, ogni opinione conta ed è importante nella FIS”.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla situazione finanziaria della federazione, definita senza mezzi termini critica. “Al momento le uscite sono più alte dei dividendi e questo va cambiato. Abbiamo spese che arrivano fino a 31 milioni ed è troppo. Dall’altra parte, le entrate non sono quelle che ci si aspettava: alcune sponsorizzazioni sono previste ma non ancora concretizzate. Dobbiamo lavorare sia sul flusso delle entrate sia sul risparmio dei costi, e non parlo soltanto delle spese del personale”.

Dal punto di vista strategico, Ospelt ha spiegato di voler puntare sulle discipline che hanno già un forte potenziale nei diversi mercati internazionali piuttosto che espandersi dove non c’è pubblico. “Credo che bisogna rafforzare le discipline laddove c’è già audience. Per me, ad esempio, non ha senso portare lo sci alpino in Cina, mentre avrebbe più senso potenziare aerials, freestyle e snowboard alpino, vista la presenza di atleti forti e la possibilità di creare eventi faro capaci di ampliare l’interesse nella regione”.

In questa direzione, per quanto riguarda lo sci di fondo, il nuovo presidente guarda a format più popolari e vicini al pubblico: “Ha senso portare lo sci di fondo in mezzo alla gente. Ho partecipato undici volte all’Engadina Ski Marathon e lì si vedono migliaia di presenze e tanto pubblico, elementi che attraggono sponsor. Nulla vieta di combinare questo tipo di eventi con la Coppa del Mondo”.

Ospelt ha inoltre indicato come modello di successo il Torneo dei Quattro Trampolini del salto con gli sci: “Bisogna mettere insieme gli organizzatori che riescono a offrire eventi di questo genere, capire come ci riescono e trasporre il tutto nelle altre discipline. Perché non creare una competizione ‘classica’ nello sci alpino come nel salto?”.

Tra le battaglie politiche più urgenti, il presidente ha indicato la difesa delle discipline che rischiano di perdere il loro status a cinque cerchi: “Una delle prime battaglie sarà assicurarmi che la combinata nordica e lo snowboard alpino rimangano nel programma olimpico prima di pensare a inserire nuove discipline”.

Infine, Ospelt ha commentato la possibilità di un rientro futuro di Urs Lehmann, dimissionario negli ultimi giorni dal suo incarico di CEO a causa delle divergenze col presidente uscente Eliasch, all’interno dei quadri federali: “In questi giorni sono rimasto concentrato sulla mia campagna. Ho bisogno di capire quale sia la situazione, cosa lo abbia portato a lasciare, parlare con il resto dello staff della FIS e poi con lui”.

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