Un grave lutto ha colpito il mondo dello sport italiano: a soli cinquantanove anni si è spento a Noventa Padovana Alex Zanardi. Un simbolo di resilienza e talento che ha saputo combattere contro gli scherzi del destino sempre a testa alta, pronto a rimettersi in carreggiata dopo ogni caduta, sempre con il sorriso sulle labbra.
Pilota di Formula 1 e vincitore di due titoli in CART, lo sportivo bolognese aveva dovuto far i conti con un terribile incidente al Lausitzring nel 2001 perdendo l’uso delle gambe. Nonostante un colpo del genere, Zanardi ha saputo rialzarsi ancora una volta e costruirsi una nuova carriera che lo ha portato a primeggiare fra le handbike conquistando quattro ori e due argenti nelle Paralimpiadi Estive di Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016.
Quando si stava preparando per la terza partecipazione a cinque cerchi, il destino è venuto nuovamente a bussare alla porta di Zanardi quando 19 giugno 2020, durante la staffetta “Obiettivo Tricolore”, sulle strade toscane attorno a Pienza ha perso il controllo dell’handbike finendo contro un camion.
Un colpo che ha segnato il bolognese che ha continuato a lottare con al fianco della propria famiglia con una difficile riabilitazione che non gli ha più permesso di tornare al mondo dello sport fino al 2 maggio 2026 quando si è spento a soli cinquantanove anni lasciando un ricordo indelebile.
Fra coloro che lo hanno voluto ricordare ci sono Cristian Toninelli che su Instagram ha ripostato nelle storie un post dedicato a Zanardi, e Francesca Porcellato che ha condiviso con lui l’esperienza in handbike e ha pubblicato un’immagine con l’atleta emiliano. “Fa male anche a scriverlo …. Ciao Alex” ha scritto l’ex fuoriclasse dello sci di fondo paralimpico.
Come annunciato dal presidente del CONI Luciano Buonfiglio, Zanardi sarà ricordato dalle Federazioni Sportive Nazionali, dalle Discipline Sportive Associate e dagli Enti di Promozione Sportiva con un minuto di silenzio in occasione delle manifestazioni sportive in programma nel primo fine settimana di maggio.
“Perdiamo un grande campione e un grande uomo, capace più volte di rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita. Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero mio e del CONI” ha spiegato il numero 1 dello sport azzurro.
Toccante anche il ricordo del presidente del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) Marco Giunio De Sanctis che ha seguito Zanardi nel corso delle sue esperienze alle Paralimpiadi osservando da vicino il coraggio e le gesta dell’emiliano.
“Ho avuto il privilegio, in qualità di capo missione, di vivere accanto ad Alex l’edizione dei Giochi Paralimpici di Londra 2012, entrata nella storia del movimento paralimpico. Resta un’immagine simbolica e indelebile quella di Alex che, dopo la vittoria, solleva la sua handbike al cielo in un gesto diventato iconico. Anche a Rio de Janeiro ha saputo confermarsi ai massimi livelli, aggiungendo altre straordinarie medaglie al suo palmarès – ha aggiunto il numero 1 dello sport paralimpico –. Alex è stato prima un grande campione dello sport, protagonista anche in Formula 1, e poi un atleta paralimpico capace di riscrivere la storia. Ma soprattutto è stato colui che ha davvero lanciato il movimento paralimpico, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione della sua cultura, in Italia e nel mondo. È stato un grande comunicatore, un uomo capace di arrivare a tutti con semplicità e forza. Avrebbe potuto ricoprire qualsiasi ruolo, perché era un campione straordinario nello sport e nella vita. La sua immediatezza, la sua autenticità e la sua umanità resteranno un patrimonio indelebile”.
