La Bielorussia torna a tutti gli effetti a far parte del consesso olimpico. Il Comitato Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha annunciato giovedì 7 maggio la fine delle raccomandazioni che limitavano la partecipazione degli atleti provenienti da quel paese aprendo alla partecipazione indistinta di tutte le gare.
“In un contesto geopolitico sempre più complesso, caratterizzato dalla moltiplicazione di guerre e conflitti e dalla crescente instabilità globale, il CIO continua ad adattare la propria azione per rimanere fedele alla sua missione: preservare una piattaforma sportiva fondata su valori veramente universali e ricca di speranza – ha spiegato il CIO in un comunicato pubblicato sul proprio sito -. A tale proposito, il CIO ribadisce che la partecipazione degli atleti alle competizioni internazionali non deve essere subordinata alle azioni dei loro governi, compreso il loro coinvolgimento in una guerra o in un conflitto”.
Gli atleti bielorussi avevano già partecipato alle competizioni internazionali e alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 in qualità di atleti neutrali e, avendo il CIO constatato come non ci siano stati “alcun incidente, né all’interno né all’esterno dell’area di gara, si è deciso di riaprire alla loro partecipazione alle competizioni.
Con questa decisione il Comitato Olimpico Internazionale ha aperto al percorso di qualificazione verso le Olimpiadi Invernali Giovanili 2028 in programma fra Dolomiti e Valtellina, ma ha detto no al ritorno della Russia. Come spiegato nel comunicato “la situazione del Comitato Olimpico Russo (ROC) differisce da quella del Comitato Olimpico Nazionale Bielorusso (NOC). Il Comitato Olimpico Nazionale Bielorusso (NOC) è in regola e rispetta la Carta Olimpica“. Nonostante un dialogo “costruttivo” fra CIO e ROC, a pesare sui russi ci sarebbe in particolare la questione doping con l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) che ha avviato “un’indagine sul sistema antidoping russo”.
