“Oggi, gli interessi dell’industria delle renne pesano così tanto su aree così vaste che la libertà e il futuro degli altri troppo spesso passano in secondo piano“. A parlare è Ebba Busch che, in un articolo pubblicato su SvD, ha attaccato un settore fondamentale per la tutela delle minoranze svedesi, in particolare il popolo Sami.
Le parole della leader del partito cristiano-democratico, al governo della Svezia, ha scatenato la rabbia di Charlotte Kalla che è intervenuta a Expressen in qualità di rappresentante di una minoranza come quella presente nella valle del Tornedalen. “Siamo nel 2026 e non abbiamo fatto alcun progresso? Che ci siano persone a questo livello che la pensano così? – ha tuonato Kalla -. È incomprensibile. Allora significa che non conosci la tua storia”.
Kalla ha raccontato inoltre le sofferenze patite nell’infanzia per non poter esprimere la propria appartenenza alla minoranza, ma soprattutto di imparare la lingua Meänkieli, parlata dai parenti più anziani. “Da bambina era frustrante non poter mai parlare con mia nonna – ha concluso l’ex atleta svedese -. Ora che sono diventato genitore di due figli, rifletto ancora di più su ciò che la mia educazione mi ha trasmesso. Voglio davvero che i miei figli sappiano da dove provengono le loro radici. Che siano orgogliosi di appartenere a questa minoranza“.
