La decisione della FIS di limitare il numero di atleti presenti per nazione al via di ogni tappa di Coppa del Mondo ha scatenato le proteste in terra norvegese. Nella patria degli sci stretti la mossa è stata considerata alla stregua di un tentativo di limitare il dominio in campo maschile, una scelta che non è andata giù soprattutto al coordinatore federale Ulf Morten Aune, presente al FIS Sprint Technical Meeting di Portorose dove è stata presa la decisione.
“Il motivo per cui siamo contrari è che non riteniamo giusto limitare i migliori atleti. Questo deriva dal grande dominio maschile in Norvegia – ha spiegato Aune ai microfoni di TV2 -. Sono preoccupati per il futuro dello sci di fondo. Non condividiamo questo approccio, ma le nostre parole non vengono ascoltate”.
Aune ha mostrato anche un ulteriore problema che riguarda la gestione delle squadre con alcuni atleti che, competendo magari soltanto in una gara durante il weekend, potrebbero essere esclusi a favore dei più versatili: “Alla lunga, più sei completo, più è facile partecipare alla Coppa del Mondo. Diventa più difficile essere selezionati per una squadra se sei uno specialista – ha concluso Aune -. Il motivo per cui la FIS lo vuole, e noi ovviamente eravamo contrari, è che è più economico per l’organizzatore, ma anche che limita le migliori nazionali a livello internazionale”.
