Mattis Stenshagen prende la parola su un tema delicato e non sempre affrontato apertamente nello sci di fondo: il rapporto tra peso, immagine corporea e prestazione. Il norvegese sosteniene apertamente Jessie Diggins dopo il recente messaggio pubblicato sui social dalla statunitense in merito ai disturbi alimentari e alla salute mentale nello sport di alto livello.
“Credo che abbia sollevato una questione molto importante ed è fondamentale parlarne”, ha spiegato Stenshagen a Nettavisen durante il raduno sul ghiacciaio di Sognefjellet.
Diggins, che in passato aveva già raccontato la propria battaglia contro i disturbi alimentari, nei giorni scorsi è tornata sull’argomento sottolineando quanto sia importante chiedere aiuto e condividere le proprie difficoltà. Parole che hanno trovato pieno sostegno nel fondista norvegese.
Secondo Stenshagen, infatti, il tema riguarda una parte enorme del mondo dell’élite sportiva. “Penso che tocchi la maggior parte degli atleti di alto livello”, ha spiegato il 29enne, evidenziando come spesso nello sport esista un ideale fisico difficile da ignorare: “Ho l’impressione che essere in forma non vada sempre di pari passo con l’apparire in forma. Credo che siano in molti a cercare di perdere qualche chilo, convinti che sia proprio quello l’ultimo passo da compiere”.
Il norvegese ha ammesso che soprattutto da giovane anche lui aveva visto nella perdita di peso una possibile scorciatoia verso risultati migliori. “Con poca esperienza puoi farti un’idea sbagliata di ciò che serve per diventare forte. Il peso diventa un argomento e si rischia di pensare che dimagrire sia la soluzione”.
Con il tempo, però, Stenshagen ha imparato ad accettare il proprio fisico e a trasformarlo in un punto di forza. Una convinzione rafforzata dall’impresa compiuta lo scorso inverno nella tappa finale del Tour de Ski sull’Alpe Cermis.
“Anche pesando oltre 85 chili puoi vincere la salita più dura del fondo mondiale, una gara in cui il peso dovrebbe essere decisivo”, ha sottolineato. “Per me è stata la conferma che non esiste un unico ideale corporeo”.
Il fondista norvegese ritiene che una maggiore apertura possa aiutare molti atleti a gestire meglio il rapporto con il proprio corpo. “Se inizi ad avere pensieri sul perdere qualche chilo, parlarne con allenatori o persone competenti può aiutarti a capire che forse il problema non è quello. Per moltissimi atleti la soluzione sta nell’allenarsi meglio, non nel mangiare meno”.
