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Sci di fondo

Klæbo tra Real Madrid, Haaland e Mondiali: il re dello sci di fondo conquista anche la Spagna

Photo Credits: Erling Haaland/Instagram

Premiato a Madrid come una “leggenda” dello sport mondiale, Johannes Høsflot Klæbo si è ritrovato a durante la serata parlare soprattutto di calcio. E non poteva essere altrimenti: nella capitale spagnola, con il clima già proiettato verso i prossimi Mondiali, è facile che il nome di Erling Haaland diventi il soggetto di una conversazione sportiva.

Il campione norvegese dello sci di fondo è stato protagonista lunedì sera del gala organizzato da Marca, storico quotidiano sportivo spagnolo, dove ha ricevuto il prestigioso “Legend Award”, premio assegnato in passato a icone assolute come Pelé, Michael Jordan, Rafael Nadal, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo – ma anche dell’azzurro Alberto Tomba. Nella stessa serata, inoltre, a condividere il palco con il 29enne di Trondheim, anche un’altra leggenda assoluta dello sport mondiale, Nadia Comăneci, premiata a cinquant’anni dopo il perfetto “10” olimpico ottenuto a Montréal 1976.

Nella motivazione al premio, Marca ha definito il fondista “l’uomo che lascia senza parole ogni tifoso”, sottolineando non solo le undici medaglie d’oro olimpiche complessive, ma anche l’impatto tecnico avuto sullo fondo moderno, con il suo stile in salita ormai imitato in tutto il mondo.

Eppure, in una serata piena di campioni, record e celebrazioni, è bastata una domanda su Haaland per riportare tutto verso il calcio. Segno che, con il conto alla rovescia verso i Mondiali già iniziato, nemmeno il re dello sci di fondo può sottrarsi dalle discussioni sull’universo del pallone.
Dopo aver scherzato sul proprio spagnolo durante il discorso di ringraziamento — spiegando che avrebbe «dovuto seguire meglio le lezioni a scuola, così avrei potuto ringraziarvi in spagnolo, ma ero concentrato sullo sci», come riporta l’emittente norvegese TV2 — la serata ha preso rapidamente una piega calcistica quando sul maxischermo è comparso un videomessaggio di congratulazioni di Alexander Sørloth, attaccante dell’Atlético Madrid e grande amico personale di Klæbo.

Inoltre, durante l’intervista concessa a Marca sul redcarpet, è stato chiesto al fuoriclasse norvegese è stato chiesto dove vedrebbe meglio Erling Haaland, nome che continua a essere accostato sia al Real Madrid – dove in questi giorni è usato quasi come pedina per la corsa alla presidenza – che al Barcelona. Klæbo non ha avuto dubbi: «Se fossi il direttore sportivo del Real o del Barcellona, ​​prenderei Erling. È un attaccante fantastico, segna molti gol e il suo valore di mercato è assolutamente pazzesco» ha dichiarato, aggiungendo però un dettaglio curioso, da spettatore neutrale interessato allo spettacolo, più che da tifoso: «Alexander (Sørloth), mio grande amico, gioca nell’Atlético Madrid, quindi sarebbe divertente vedere Haaland dall’altra parte del campo.»

Le parole di Klæbo non possono che gettare altra benzina sul fuoco delle discussioni attorno al futuro di Haaland, tema caldissimo in Spagna e non solo, mentre cresce l’attesa per i prossimi Mondiali. Il centravanti norvegese sarà infatti uno dei volti più osservati della rassegna iridata e, in patria, il paragone con Klæbo nasce quasi spontaneamente: due fenomeni capaci di trascinare la Norvegia ai vertici dello sport mondiale, ciascuno nel proprio universo, diventando simboli di un’intera generazione sportiva norvegese.

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