Alexander Ospelt è pronto a guidare la FIS dopo l’elezione ottenuta al Congresso andato in scena a Belgrado (Serbia). Una votazione complicata considerato che il rappresentante del Liechtenstein ha battuto soltanto per un voto il presidente uscente Johan Eliasch.
Il nuovo numero uno della Federazione Internazionale di Sci e Snowboard vede questo risultato come un aspetto positivo, che in particolare spinge il nuovo Consiglio a lavorare con ancor maggiore condivisione, considerato che ogni voto potrà essere decisivo e quindi avere uno spunto importante.
“La maggioranza con cui sono stato eletto non avrebbe potuto essere più risicata, un risultato che considero un chiaro mandato per riunire la famiglia FIS – ha spiegato Ospelt in una lettera pubblicata sul sito della FIS -. Sappiamo tutti che ci aspetta molto lavoro. Attraverso un dialogo continuo con le nostre Federazioni Sportive Nazionali, i nostri atleti e i nostri interlocutori esterni, ascolteremo attentamente le loro esigenze, definiremo priorità chiare e, passo dopo passo, renderemo la FIS pronta per il futuro in tutti i suoi ambiti di attività”.
L’obiettivo del nuovo numero uno della Federazione sarà quindi quello di unire le varie richieste provenienti dagli stati appartenenti e cercare di accogliere ogni istanza, anche da coloro che non hanno appoggiato il suo programma. Un atteggiamento per riuscire a unire un movimento che a Belgrado è apparso particolarmente frammentato.
“Il motto ‘Costruire ponti’ ha guidato la mia campagna per la presidenza della FIS. La lezione che ho tratto da queste elezioni è semplice: ogni voto conta. La risicata maggioranza simboleggia il tipo di FIS che immagino: una FIS in cui ogni voto è importante e può in definitiva determinare la direzione che prenderemo. Il rispetto per le diverse esigenze e opinioni è uno dei miei principi guida. Nella FIS di domani, ognuno di voi ha un ruolo e dovrebbe essere in grado di contribuire a un dialogo aperto e costruttivo – ha concluso Ospelt -. Guiderò la nostra organizzazione con trasparenza e nel rispetto dei più elevati standard di buona governance. Vi terrò regolarmente informati sui progressi del nostro lavoro e garantirò un dialogo continuo. Nel mio discorso di insediamento, ho affermato che sarei stato il Presidente di tutte le nostre federazioni affiliate e di tutti i nostri atleti. Questa promessa rimane valida. Perché né io da solo né il Consiglio definiscono la FIS: siamo tutti FIS“.
