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Biathlon

Johannes Kühn guarda al futuro: “Il biathlon tedesco ha talento, ma serviranno pazienza e tanto lavoro”

Photo Credits: Dmytro Yevenko

Dopo aver annunciato il ritiro dalle competizioni al termine della scorsa stagione, Johannes Kühn ha tracciato un bilancio della propria carriera e parlato dei progetti che lo attendono lontano dalle piste. Nell’intervista concessa a chiemgau24.de, l’ex biatleta tedesco ha dedicato spazio anche al futuro della nazionale maschile, chiamata ad affrontare un’importante fase di ricambio generazionale.

Secondo il 34enne, i giovani tedeschi possiedono tutte le qualità per raccogliere l’eredità della generazione che ha appena lasciato il circuito, ma il percorso verso il vertice richiederà tempo.

«Il potenziale c’è sicuramente, ma a questo livello il talento è soltanto il punto di partenza», spiega Kühn. «Il livello del biathlon mondiale è cresciuto enormemente negli ultimi anni e, soprattutto tra gli uomini, la concorrenza è fortissima anche alle spalle dei campioni. Per arrivare in alto servono pazienza, tantissimo lavoro e la capacità di reagire per affrontare le battute d’arresto in modo costruttivo».

L’ex atleta invita quindi a non avere fretta nel giudicare i nuovi volti della squadra tedesca.

«La strada verso l’élite è davvero dura e richiede molta energia. Credo nei nostri ragazzi, ma davanti a loro c’è ancora tanto lavoro».

Per Kühn si apre invece una nuova fase della vita. Dopo anni trascorsi nel circuito di Coppa del Mondo, continuerà infatti la carriera all’interno dell’amministrazione doganale tedesca, dove era già impiegato durante l’attività agonistica. Da settembre inizierà un percorso universitario triennale per accedere al servizio direttivo delle dogane.

«Comincerò un corso di laurea duale di tre anni che alternerà formazione teorica e pratica. Trascorrerò un anno a Rostock o a Münster per conseguire la laurea triennale in Giurisprudenza, dopodiché tornerò a casa per la parte pratica. ».

Ripensando alla carriera appena conclusa, Kühn si dice soddisfatto del cammino percorso, nonostante la consapevolezza di aver potuto raccogliere qualcosa in più.

Tra i ricordi più belli indica la prima e unica vittoria individuale in Coppa del Mondo, conquistata a Hochfilzen nel 2020, e soprattutto il bronzo conquistato con la staffetta ai Mondiali di Lenzerheide 2025.

«Concludere la carriera iridata vincendo una medaglia mondiale insieme ai miei compagni è stato qualcosa di molto emozionante».

Guardando indietro, c’è però anche un rimpianto tecnico. Kühn ritiene che un errore commesso agli inizi della carriera abbia condizionato per anni il suo rendimento al poligono.

«All’inizio della mia carriera si è insinuato un difetto nella respirazione durante il tiro in piedi. Se potessi tornare indietro eliminerei subito quell’errore, prima che diventasse un’abitudine. Purtroppo poi è troppo tardi».

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