Le ondate di caldo sempre più frequenti e gli eventi climatici estremi sono sotto gli occhi di tutti: la Terra sta affrontando un cambiamento epocale in termini di clima e l’uomo fa fatica ad abituarsi, con propria routine alterata repentinamente alla ricerca di riparo dal caldo e soluzioni per rallentare un processo che sembra aver preso un’accelerazione repentina.
E ad essere colpiti da questi cambiamenti sono anche gli sport invernali, come ha ammonito Jessie Diggins, ospite del programma The Lead sul canale americano CNN: l’ex fondista statunitense ha raccontato come gli effetti del riscaldamento globale siano diventati sempre più evidenti nel corso dei suoi quindici anni trascorsi nel circuito internazionale.
«Noi sciatori li vediamo e li percepiamo in prima persona, siamo come dei canarini nelle miniere in un certo senso», ha spiegato. «Ci accorgiamo che gli inverni stanno cambiando perché è il nostro ambiente naturale, quello in cui viviamo e lavoriamo. Le nostre vite dipendono dallo sci, vogliamo ispirare le nuove generazioni e speriamo che possano farlo anche loro.»
Secondo la quattro vincitrice della Coppa del Mondo generale, le anomalie meteorologiche osservate negli ultimi anni rappresentano un motivo di forte preoccupazione, soprattutto pensando alle nuove generazioni che si avvicinano agli sport sulla neve. Tra gli esempi più significativi, Diggins ha citato i Campionati del Mondo disputati a Trondheim. Pur trattandosi della Norvegia e della fine di febbraio, periodo tradizionalmente caratterizzato da condizioni pienamente invernali, le gare sono state accompagnate da pioggia insistente.
«Noi sappiamo com’è un vero inverno ed è molto inquietante assistere a questi cambiamenti. Li abbiamo visti praticamente in ogni località della Scandinavia e dell’Europa dove abbiamo gareggiato», ha sottolineato. «Mi ha colpito vedere così tanta pioggia durante un Mondiale in Norvegia, a fine febbraio. Ho una foto di qualche anno fa in Francia, a La Clusaz, in alta montagna a febbraio, con questa striscia di neve e attorno prati fangosi e avevano dovuto mettere dei tappeti affinché i tifosi non portassero il fango sul tracciato. E questa è la località che ospiterà lo sci di fondo alle prossime Olimpiadi. Sono luoghi dai quali ti aspetti inverni rigidi e neve abbondante, e invece la realtà sta cambiando», ha osservato.
Per Diggins il tema va ben oltre il singolo evento atmosferico: l’innalzamento delle temperature rappresenta una sfida concreta per l’intero movimento degli sport invernali, dalla preparazione degli atleti fino all’organizzazione delle competizioni, mettendo a rischio il patrimonio naturale su cui discipline come lo sci di fondo, il biathlon e lo sci alpino hanno costruito la propria storia.
Il suo appello è quindi rivolto non solo agli appassionati di sci, ma a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della montagna e degli sport praticati sulla neve.
