In vista di una nuova stagione di sci di fondo, Iver Tildheim Andersen punta a conquistare un posto nella squadra norvegese per i Mondiali di Falun 2027. Ma il fondista è preoccupato anche da ciò che sta accadendo tra le giovani generazioni. A suo avviso, infatti, la corsa all’attrezzatura sta assumendo proporzioni eccessive, con famiglie sempre più concentrate sul numero e sulla qualità degli sci a disposizione.
«C’è una ricerca dell’attrezzatura sempre maggiore e si parla sempre di più dell’importanza degli sci e dell’equipaggiamento. È una grande sfida che dobbiamo cercare di invertire», ha spiegato Tildheim Andersen a TV 2.
Il norvegese racconta di aver visto ragazzi di 15 anni presentarsi alle gare con una ventina di paia di sci, ma il fenomeno riguarderebbe anche bambini ancora più piccoli. Il problema è anche economico: un solo paio di sci nuovo può arrivare a costare circa 10.000 corone norvegesi (circa 1000 Euro, ndr), una cifra significativa per una famiglia.
«Si tratta di cifre enormi per poter avere una cosa del genere. È semplicemente follia e non ha nulla a che fare con lo sport giovanile», attacca il 25enne
Da atleta, il fondista di Rustad conosce bene i costi dell’attrezzatura e i sacrifici che le famiglie fanno per acquistarla da giovane: i soldi ricevuti per la cresima Andersen aveva comprato la sua attrezzatura e, sostiene, non è necessario che a certi livelli si posseggano decine di paia di sci. Il fondista ricorda inoltre di aver vinto un titolo nazionale juniores quando possedeva appena due paia di sci, uno per ogni tecnica.
«Un paio di sci è già abbastanza costoso per una famiglia normale. Se arriveremo al punto in cui soltanto chi può permettersi 20 paia potrà gareggiare, le liste di partenza diventeranno inevitabilmente sempre più corte. Naturalmente in alcune gare può fare la differenza, ma non deve esserlo per forza. Conta soprattutto quello che riesci a fare con l’unico paio che hai. Se lo prepari bene, può diventare un ottimo paio di sci».
Il rischio, secondo Tildheim Andersen, è che si crei una divisione sempre più marcata tra i giovani che possono permettersi grandi parchi sci e quelli che ne possiedono soltanto uno o due. Il dito viene puntato soprattutto sui genitori: «Alcuni diventano un po’ troppo entusiasti. Devono fermarsi e riflettere su come presentano lo sport ai propri figli. Gran parte della responsabilità è loro».
Ecco perché proprio il suo club, il Rustad IL ha adottato una politica molto più sobria: un solo paio di sci per ogni tecnica per bambini e ragazzi. Quando gli atleti diventano più grandi, il club mette a disposizione sci da gara da prendere in prestito. Una soluzione che ha aiutato lo stesso Tildheim Andersen, che ha iniziato a utilizzare gli sci da gara messi a disposizione dal club quando era al secondo anno nella categoria senior.
«È stato fondamentale. Sono molto grato di aver potuto prendere gli sci in prestito. Se nel club non ci fosse stata una struttura per condividere e prestare l’attrezzatura, oggi probabilmente non sarei dove sono».
Il norvegese auspica quindi che il modello del Rustad IL possa essere adottato anche da altre società e sembra che qualcosa, in questo senso, si stia muovendo in Norvegia: il tema è infatti arrivato anche sul tavolo della Federazione norvegese; in primavera è stato infatti deciso che, a partire dalla prossima stagione, si lavorerà su una base valoriale per limitare il numero di paia di sci a disposizione degli atleti più giovani.
