Escluso per la prima volta dopo otto anni dalle squadre nazionali svedesi, Marcus Grate è comprensibilmente amareggiato per la propria situazione, ma accoglie positivamente la rivoluzione avvenuta nello staff tecnico dello sci di fondo maschile svedese. Secondo lo sprinter, il deludente rendimento della Svezia sulle piste di Tesero a Milano-Cortina 2026 ha reso inevitabile un cambiamento che in realtà gli atleti invocavano da tempo.
Intervistato da SVT Sport, il 29enne ha parlato apertamente del malcontento maturato negli ultimi anni all’interno della squadra; per il fondista, però, il punto di rottura definitivo, che ha poi portato alle dimissioni dell’ex guida Anders Byström, sono stati i risultati negativi ottenuti durante la stagione olimpica.
“Per certi versi è stato un bene che alle Olimpiadi sia arrivato un fallimento così grande per la squadra maschile. Era necessario che succedesse qualcosa”, ha dichiarato.
Lo scorso maggio la Federazione Svedese di Sci ha presentato la nuova struttura tecnica della Nazionale, con un nuovo responsabile, Niklas Jonsson, e un nuovo allenatore per la squadra maschile, Egil Kristiansen, proveniente dalla Nazionale élite norvegese maschile di biathlon. Una riorganizzazione che, secondo Grate, nasce dalle richieste avanzate a lungo dagli stessi atleti.
“Da parecchi anni volevamo un cambiamento. Alla fine le voci sono diventate troppo forti per essere ignorate e si sono resi conto che la situazione non poteva più andare avanti così.”
Paradossalmente, però, Grate non farà parte del nuovo corso. Dopo una stagione sottotono, nella quale il miglior risultato è stato il 25° posto nella sprint di Davos e che gli è costata anche l’esclusione dalla squadra olimpica, è rimasto fuori sia dalla nazionale maggiore sia dal gruppo di sviluppo. Una decisione che, ammette, non lo ha colto di sorpresa.
“Naturalmente mi sarebbe piaciuto far parte di questo cambiamento. Dipendeva da me dimostrare di meritare un posto in nazionale e non ci sono riuscito.”
Ora il suo obiettivo è quello di rilanciarsi con una preparazione autonoma per riconquistare la maglia della nazionale: “Continuerò a lavorare per tornare in squadra.”
