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Sci di fondo

Sci di fondo – La tragedia di Marina Piller: “Ho perso mia figlia Viola subito dopo il parto per un errore medico. In sette anni nessuno mi ha chiesto scusa”

Marina Piller © Youtube

Ho perso mia figlia subito dopo il parto a causa di un errore medico. Ce l’hanno portata via e poi sono venuti a dirci che era morta. Senza una parola di conforto o altro, spariti nel nulla. E in sette anni nessuno mi ha chiesto scusa”.

A raccontare questa tragica situazione è Marina Piller, ex atleta della Nazionale Italiana di sci di fondo, che il 10 luglio 2019 ha perso la seconda figlia Viola durante il parto avvenuto all’Ospedale di Tolmezzo. Una sentenza emessa dal Tribunale Civile di Udine ha certificato che la bambina è morta per i danni da ipossia probabilmente provocata dallo schiacciamento del suo cordone ombelicale.

Una sentenza che ha condannato in via definitiva l’Azienda sanitaria Friuli centrale al risarcimento di oltre 800 mila euro in favore dell’ex campionessa, di suo marito e dei familiari più stretti, assistiti dall’avvocato Massimiliano Campeis; ma che al tempo stesso non può eliminare il dolore provato da Piller in quei momenti.

“Una volta che Viola è venuta alla luce, l’hanno portata immediatamente via in un’altra saletta e per noi è stato uno choc – ha raccontato Piller in un’intervista al Corriere della Sera -. Io e mio marito siamo rimasti da soli senza sapere niente anche perché fino a quel momento il parto appariva tranquillo. Non siamo medici, non sappiamo leggere i tracciati”.

A pesare maggiormente sull’ex atleta friulana è stato l’atteggiamento del personale medico che, oltre a non aver dato subito spiegazioni di quanto stesse accadendo alla famiglia, non ha mai offerto una parola di conforto in tutti questi anni lasciando un vuoto enorme nella famiglia di Piller.

“Non c’è niente di risarcibile, la mia bimba non ha potuto contare sul diritto all’assistenza. Mi auguro che non capiti più, mia figlia aveva il diritto di vivere e noi di vederla crescere. Vogliamo darle giustizia e dignità, i soldi non ci interessano perché mai nessuno potrà ridarci viva Viola – ha concluso l’azzurra -. Vorrei utilizzare il risarcimento per un progetto nel mondo della disabilità che stiamo pianificando, ma ci vorrà tempo prima di realizzarlo. Vorrei inoltre fare in modo che non capitino più tragedie come la nostra e mi piacerebbe anche poter essere di aiuto a genitori che vivono una situazione del genere”.

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