Se c’è un atleta che sembra gradire particolarmente l’atmosfera del Blinkfestivalen, quello è sicuramente Vetle Sjåstad Christiansen: quando i riflettori si accendono su Sandnes, il norvegese sembra trasformarsi; anche quest’anno è arrivata la doppietta super sprint e mass start, centrando per la seconda volta entrambe le vittorie e portando a otto il numero dei successi ottenuti nella manifestazione, più di qualsiasi altro biatleta.
Anche se le gare estive lasciano il tempo che trovano a livello di valutazione dello stato di forma, il 34enne dimostra che lo spirito combattivo è ancora intatto, e più di tutto ama le sfide di fronte ad un buon pubblico. Nei giorni successivi il biathleta di Geilo ha raccontato a Biathlonworld i segreti del suo feeling con la kermesse casalinga e soprattutto la motivazione che potrebbe spingerlo a prolungare la propria carriera.
In primis, Christiansen sottolinea come le gare estive non sempre siano sinonimo di leggerezza: «Queste gare estive hanno comunque le loro difficoltà. Con temperature elevate e velocità molto alte sugli skiroll ho raggiunto una frequenza cardiaca di 196 battiti al minuto, praticamente fino all’ultima sessione di tiro della gara del venerdì. Sono quindi competizioni molto impegnative. Credo che la mia esperienza e la calma nei duelli serrati siano un vantaggio».
In questo tipo di gare-spettacolo, però, l’esperienza del norvegese potrebbe aver fatto la differenza, soprattutto sui giovani, come il vincitore in carica della Coppa del Mondo, il francese Eric Perrot, battuto per due giorni di fila: «Credo semplicemente di aver capito come risolvere questo tipo di gare. Sicuramente la mia struttura fisica è un vantaggio sull’asfalto e sugli skiroll, ma non sono il tiratore più veloce del gruppo. Sono però riuscito a trovare il miglior equilibrio tra attacco e controllo al poligono. Dimostrare ai più giovani che il più vecchio del gruppo non è ancora finito è la sensazione più bella! Soprattutto in una competizione come questa, dove la chiave per vincere è la velocità, una qualità che normalmente si ha maggiormente a vent’anni».
Il prossimo inverno Christiansen inizierà un nuovo quadriennio con l’obiettivo di mantenere il posto in squadra – in un contesto estremamente competitivo come quello norvegese – almeno fino ai Mondiali in casa del 2029 a Holmenkollen, e magari concludere in bellezza con i Giochi del 2030. Tra gli elementi che hanno contribuito a infondere nuova motivazione nell’atleta c’è stato anche il recente viaggio negli Stati Uniti, durante il quale ha alternato golf e calcio, assistendo anche a una partita dei Mondiali di calcio, vivendo lo sport da una prospettiva completamente diversa.
«Il momento più bello è stato vivere tutta l’atmosfera intorno alla squadra norvegese. È stata una grande esperienza poterla sentire dagli spalti e non dal poligono. Come biatleta fai di tutto per sentire il meno possibile quando sei al poligono. È stato incredibile stare dall’altra parte della barricata, essere un tifoso rumoroso e pazzo. Mi ha ricordato perché amiamo così tanto lo sport e mi ha dato molta motivazione per continuare, spero, ancora per qualche anno».
