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Sci di fondo

Sci di fondo – “In Francia più spettatori in un allenamento che a qualsiasi gara di Coppa di Russia”: scatta la polemica dopo le dichiarazioni di Volkov

È scoppiata una polemica in Russia nei giorni scorsi a causa delle dischiarazioni del fondista Sergei Volkov che in questi giorni si trova in Francia, tra Bessans e Tignes per lavorare in quota in solitaria. Il 25enne ha confrontato il numero di spettatori presenti agli allenamenti della squadra francese di biathlon nella località transalpina e il pubblico presente alle tappe di Coppa di Russia di sci.

“Una curiosità: sabato a Bessan, durante la sessione di allenamento intensivo della squadra francese di biathlon, hanno assistito più tifosi e spettatori che a qualsiasi gara della tappa di Coppa di Russia a Vershina Tyoi”, ha scritto il russo sul suo canale Telegram.

Un commento che non è stato gradito dagli appassionati di sci di fondo in patria, che gli hanno fatto notare la differenza tra l’estate europea e i più che rigidi inverni siberiani, accusando l’atleta di critiche sterili e mancanza di proposte.

Ma Volkov non ha fatto troppo attendere la sua risposta e sempre dal canale Telegram dà la sua idea sul un’ideale stagione: “A mio avviso, il luogo ideale per ospitare la prima tappa della Coppa di Russia è Khanty-Mansiysk. Molte squadre, sia della nazionale russa che delle regioni, svolgono comunque lì l’ultima fase della loro preparazione pre-stagionale. L’accessibilità dei trasporti verso la tappa successiva della Coppa di Russia a Tyumen è ottima. Il biathlon? Le federazioni comunicano e collaborano in modo eccellente, lavorando in uffici adiacenti. Si potrebbe proporre di organizzare una sorta di sfida tra sciatori e biatleti, dando la possibilità ai biatleti di gareggiare senza l’attivazione dei codici RUS, e rimuovendoli dai risutlati finali sul sito della Federazione. Lo stadio di Khanty si trova nel centro della città: vi rendete conto di quante persone verrebbero a vedere l’evento con una promozione adeguata?”

Infine il fondista ricorda la pesante realtà che, fondisti o biathleti non fa la differenza, lo sport russo vive da oltre quattro anni: “In quattro anni tutti gli atleti si sono stancati di rimanere chiusi nel proprio mondo, mentre così ci sarebbe un’ottima opportunità per uscire dai confini del mondo del biathlon e dello sci.”

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