Johannes Høsflot Klæbo ha raccontato l’origine del “Klæbo-klyvet”, il suo caratteristico passo utilizzato per affrontare le salite più ripide. Ospite del “The Rich Roll Podcast”, il norvegese ha spiegato che tutto nacque casualmente durante un allenamento svolto nel 2016 a Granåsen insieme al nonno Kåre Høsflot.
«Io e mio nonno avevamo poca tenuta sugli sci. Siamo quindi usciti dai binari e abbiamo cominciato a fare alcune prove», ha riferito Klæbo alla NRK durante il Toppidrettsveka.
Il fondista si accorse che, correndo fuori dai binari, riusciva ad affrontare più velocemente la salita nonostante la scarsa quantità di sciolina di tenuta. Il giorno seguente i due decisero di effettuare un confronto: Klæbo percorse lo stesso tratto prima con una buona tenuta e utilizzando il passo alternato tradizionale, poi con meno grip e adottando la nuova soluzione. La seconda risultò più veloce.
«Abbiamo capito di aver trovato qualcosa di interessante e ci siamo chiesti come svilupparlo. È iniziato tutto così e, nel corso degli anni, abbiamo continuato a perfezionarlo», ha spiegato il norvegese.
Quello stile di avanzamento attirò l’attenzione già durante i Giochi Olimpici di PyeongChang del 2018, quando diversi avversari iniziarono a sperimentarlo. È tornata al centro dell’interesse dopo la sprint olimpica in Val di Fiemme, grazie al video dell’accelerazione con cui Klæbo ha staccato i concorrenti nell’ultima salita.
Il norvegese ha però sottolineato anche il costo fisico di questo modo di sciare. Una minore quantità di sciolina di tenuta favorisce la scorrevolezza nei tratti più semplici, ma correre in salita richiede uno sforzo muscolare maggiore. «Gli adduttori sono completamente affaticati e il giorno successivo sei indolenzito», ha concluso Klæbo.
Klaebo sta scherzando con la forza di gravità!
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) February 11, 2026
FA PAURAAAAAA! pic.twitter.com/VS46Ax6HeJ

