Tornato in Nazionale dopo tre stagioni di preparazione da privato, Emil Iversen ha dovuto fare i conti con le critiche già dopo le prime gare stagionali alla Toppidrettsveka. Il 35enne norvegese, reduce da un inverno olimpico da protagonista, è infatti rimasto lontano dalle posizioni di vertice.
«Ho ricevuto parecchie critiche, sì», ha raccontato Iversen al quotidiano locale Trønder-Avisa.
Dopo la gara sulle lunghe distanze disputata venerdì a Hitra, nella quale è stato staccato dopo appena sei dei 53 chilometri chiudendo 54esimo a dieci minuti dal vincitore, non sono arrivati esattamente messaggi di incoraggiamento.
«Sono arrivati diversi messaggi da parte di persone che pensano che non dovrei essere in Nazionale, ma credo sia un po’ presto per dire che il treno sia ormai passato», ha spiegato.
Nella finale di domenica a Sverresborg il norvegese ha fatto meglio, chiudendo al 19° posto, a oltre venti secondi dal vincitore. I risultati di queste prime uscite non sembrano però preoccuparlo: ancora nel pieno della preparazione, Iversen ritiene di essere dove voleva a questo punto dell’estate.
D’altra parte, il suo ultimo inverno è stato uno dei più sorprendenti della carriera. Dopo essere stato escluso e dato per finito, in meno di un anno il fondista è riuscito a trasformarsi in campione olimpico, conquistando l’oro nella staffetta a Milano-Cortina e il bronzo nella 50 chilometri. In Coppa del Mondo è salito quattro volte sul podio, aggiungendo altre sei top 10.
Dopo una stagione così straordinaria, Iversen aveva inizialmente dubitato sulla possibilità di continuare, prima di accettare in aprile il ritorno nella squadra nazionale. Il grande obiettivo della stagione 2026/27 sarà il Mondiale di Falun. Per arrivarci, il fondista norvegese ha scelto di non stravolgere il lavoro svolto lo scorso anno e, seguendo i consigli del suo allenatore personale, Trond Nystad, sta costruendo la preparazione «pietra dopo pietra, facendo buone valutazioni e buone scelte nel tempo. Trond lo dice bene: bisogna soprattutto evitare di fare stupidaggini provando cose nuove, ed è quello che sto cercando di fare adesso».
Proprio martedì è partito per gli Stati Uniti insieme a Johannes Høsflot Klæbo. I due trascorreranno quattro settimane in altura a Park City, nello Utah, località scelta da Klæbo ormai da diversi anni per la preparazione autunnale. Sarà il primo di una serie di soggiorni in quota che i due affronteranno insieme in vista dell’apertura della stagione sulla neve, prevista a Beitostølen a novembre.

