L’inserimento del staffetta singola mista nel programma dei Giochi olimpici invernali a partire dal 2030 farà salite a dodici il numero delle gare del biathlon in cui verranno assegnate medaglie, completando il l’equiparazione del programma a cinque cerchi, con quello iridato. Una novità che permetterà agli atleti di disputare fino a sette competizioni nella stessa edizione olimpica, ma che il pluricampione olimpico francese Quentin Fillon-Maillet, campione del mondo nel format nel 2024 e nel 2025, vede con un certo scetticismo.
«È possibile correre tutto, ma è un ritmo abbastanza intenso», ha spiegato in un incontro con i media a cui ha preso parte anche Nordic Magazine. Il principale problema, secondo il campione francese, è rappresentato dalla quantità di gare concentrate in pochi giorni: «È il lato negativo, perché sono molte competizioni in poco tempo».
Ci sono però, anche aspetti positivi. «Avere una gara in più, significa che il biathlon piace ai Giochi olimpici. È uno sport che viene ben promosso, che funziona e piace al pubblico».
D’altro canto, la felicità per questo traguardo viene accompagnata dalla delusione di veder uscire dal programma dei Gioci la combinata nordica, disciplina presente dalla primissima edizione. «Il format mi piace, ho già due titoli mondiali. Però è a discapito di alcune altre discipline. Penso soprattutto alla combinata nordica, che perde il suo posto ai Giochi olimpici. Mi dispiace molto per loro, perché c’è un intero ecosistema di atleti che permette a molte persone di lavorare. Spero che non ce ne vogliano troppo: non dipendeva da noi».

