Tre medaglie ai Mondiali giovanili e l’etichetta di grande promessa del biathlon tedesco. Poi i problemi di salute, le difficoltà familiari e persino il pensiero di smettere. Oggi Iva Moric gareggia per la Croazia e ha ritrovato soprattutto il piacere di fare biathlon.
A soli 22 anni Iva Moric ha già vissuto diverse vite sportive. Cresciuta in Germania ma di origini croate, nel 2022 sembrava destinata a diventare uno dei nuovi talenti del biathlon tedesco dopo aver conquistato tre medaglie ai Mondiali giovanili di Soldier Hollow.
Proprio dopo quella manifestazione, però, il suo percorso cambiò improvvisamente. Moric contrasse il Covid e dovette fare i conti con le conseguenze dell’infezione fino alla fine dell’estate. Nella stagione successiva fu costretta a seguire da casa i Mondiali Junior, mentre contemporaneamente arrivò una notizia ben più difficile da affrontare: alla madre venne diagnosticato un tumore.
«Sono felicissima che oggi mia madre stia meglio. Quando era malata non riuscivo a concentrarmi sullo sport», ha raccontato Moric in una lunga intervista pubblicata dall’IBU.
Una situazione che la portò anche a chiedersi se valesse la pena continuare con il biathlon. Mentre le compagne della squadra tedesca progredivano, Moric arrivò a pensare di interrompere la propria carriera.
Nel 2025, invece, la decisione che ha cambiato tutto: lasciare la Germania e iniziare a gareggiare per la Croazia, paese d’origine dei suoi genitori e al quale è sempre stata profondamente legata.
«Mi sono resa conto che negli ultimi anni avevo preso molte decisioni soltanto per compiacere gli altri. Questa volta volevo fare qualcosa per me stessa».
Il cambio di nazionale le ha restituito libertà, ma anche maggiori responsabilità. Oggi Moric organizza autonomamente gli allenamenti e i raduni, non ha più una base fissa e incontra raramente le compagne di squadra. Una dimensione che, però, sembra adattarsi bene al suo carattere.
«Gli ultimi tre anni sono stati difficili. Avevo paura di sbagliare e di non essere abbastanza brava. Adesso mi diverto nuovamente facendo biathlon e sono felice ogni volta che taglio il traguardo».
Il nuovo percorso l’ha portata nel gennaio scorso fino alla Coppa del Mondo, con un debutto dal significato particolare: Ruhpolding, proprio il luogo nel quale è cresciuta.
Moric temeva forse la reazione del pubblico tedesco dopo il cambio di nazionale, ma l’accoglienza è stata completamente diversa.
«È stato incredibilmente bello. Sono cresciuta lì e gareggiare davanti a un pubblico del genere è stato indescrivibile. Tutti mi hanno trattata con rispetto, anche se non gareggio più per la Germania».
C’è poi una curiosità che rende quasi circolare la sua storia. Quando era ancora bambina, due biatlete croate le regalarono una tuta da gara a Ruhpolding. Moric iniziò a indossarla nelle prime competizioni giovanili senza poter immaginare che, molti anni dopo, avrebbe vestito realmente quei colori in Coppa del Mondo.
Ora la 22enne guarda avanti. Dopo aver ritrovato motivazione e serenità, il prossimo grande obiettivo è già fissato: i Campionati Mondiali di Hochfilzen 2028.

