Kamil Stoch ha chiuso la carriera agonistica, ma non ha intenzione di allontanarsi dal salto; il fuoriclasse polacco è presente agli allenamenti del KS Eve-nement Zakopane, club della sua città natale fondato e presieduto dala moglie Ewa, affiancando gli allenatori e iniziando a conoscere la disciplina da una prospettiva diversa.
La sua nuova esperienza è stata definita da alcuni media polacchi come un vero e proprio esordio da allenatore, distorcendo erroneamente le parole dell’ex compagno di squadra del 39enne, che invce preferisce mantenere i piedi per terra. «Non sono ancora un allenatore a tempo pieno. Scherzo dicendo che per ora sono in uno stage non retribuito, ma mi piace», ha raccontato durante un’intervista realizzata da Skijumping.pl durant la Tatra Cup 2026. «Aiuto i nostri allenatori del club durante gli allenamenti. Vado volentieri, osservo e guardo come si sviluppa tutto. Se c’è bisogno, salgo sulla torre, sia con i più piccoli sia con i più grandi. Dipende da dove servono più persone».
Stoch considera questa esperienza soprattutto un’occasione per imparare. Dopo aver trascorso gran parte della sua vita dalla parte dell’atleta, organizzare un allenamento, seguire dei bambini o assumere responsabilità da allenatore rappresentano aspetti completamente nuovi.
«Conosco il salto con gli sci dall’interno, ma dalla prospettiva dell’atleta. Essere organizzatore, allenatore o accompagnatore è qualcosa di nuovo per me e anche questo bisogna impararlo».
Il lavoro con i giovani richiede però competenze che vanno oltre la semplice conoscenza tecnica della disciplina. Secondo Stoch, con i bambini è necessario saper alternare disciplina, incoraggiamento e motivazione, trovando di volta in volta l’approccio più adatto. L’ex saltatore può contare sul supporto degli allenatori del club, dai quali sta imparando il mestiere senza essere chiamato a gestire autonomamente l’intero gruppo.
«Ho detto loro: “Sono qui. Ditemi cosa devo fare”. Svolgerò questi compiti imparando, osservando da bordo campo e acquisendo esperienza. Magari in futuro, quando loro saranno nelle nazionali e alleneranno giocatori di alto livello, potrò allenare per il club».
Stoch non pretende di avere una ricetta per trasformare un giovane talento in un campione. Lo sviluppo di un atleta, secondo il quattro volte campione del mondo, dipende da numerosi fattori. Da una parte, il giovane deve avere iniziativa e sapere cosa vuole. Dall’altra, è fondamentale che i genitori non esercitino pressioni eccessive, imponendo troppe attività o aspettative, soprattutto nelle prime fasi; alla fine, anche per uno dei più grandi saltatori della storia, entra in gioco un elemento impossibile da programmare: la fortuna.
«Molto dipende anche dall’ambiente in cui un atleta cresce e si sviluppa, e dalle persone che lo circondano. Sono molti i fattori che influenzano lo sviluppo. Vedo del potenziale in questi giovani e in questi bambini. Ci vuole anche un po’ di fortuna perché tutti questi elementi si combinino alla perfezione».

