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Biathlon – Samuelsson come Per Elofsson: nuovo metodo di allenamento per cercare nuovi stimoli

In vista della nuova stagione, Sebastian Samuelsson ha deciso di modificare la propria programmazione degli allenamenti, adottando il metodo 5-2: cinque giorni consecutivi di lavoro, dal lunedì al venerdì, seguiti da due giornate di riposo nel fine settimana.
La scelta arriva dopo alcuni problemi di salute avuti in primavera e si inserisce in una stagione nella quale anche la nazionale svedese ha rivisto il proprio approccio alla preparazione, riducendo i raduni in altura all’estero e privilegiando maggiormente il lavoro in patria.

«Penso che sia molto positivo. Non devo stare così attento a non stancarmi troppo o a non arrivare troppo stanco quando è il momento di recuperare. È molto positivo potermi allenare in questo modo.», ha spiegato il biathleta ad Expressen. «Ho un carico di allenamento più elevato durante la settimana, mentre il recupero nel fine settimana è migliorato notevolmente. Ho più energia per organizzare attività nel fine settimana e stare con la famiglia. Penso che sia un miglioramento sotto entrambi i punti di vista».

Per implementare questa metodologia, il 29enne si è ispirato all’ex fondista Per Elofsson, che l’ha usata per gran parte della sua carriera, laureandosi tre volte campione del mondo individuale, bronzo olimpico e due volte vincitore della Coppa del Mondo.

«Sapevo che l’aveva utilizzata per quasi tutta la sua carriera. Così ho pensato: perché non provarci? Era uno dei migliori fondisti al mondo. Sono sempre curioso e cerco di trarre il massimo spunto da ogni fonte possibile. Di alcune cose penso di poterle mettere in pratica, altre invece non le ritengo rilevanti.».

Tra i consigli ricevuti, uno ha riguardato in particolare la gestione degli allenamenti a bassa intensità.

«Ha insistito sul prendersela davvero comoda durante gli allenamenti più leggeri, per conservare le energie. L’immagine che avevo di lui era quella di uno che si allenava molto, in modo molto intenso e duro. Ma ascoltandolo, sembrava che cercasse davvero di prendersela comoda quando la situazione lo consentiva.».

Questo cambiamento, non è dovuto alla ricerca del miglioramento delle prestazioni, ma piuttosto a nuovi stimoli dopo anni di routine: «Si tratta un modo diverso di vivere. Per la motivazione è stato molto positivo provare a fare qualcosa di diverso. Lo vedo come uno stile di vita piacevole e continuo comunque a fare moltissimo allenamento. Alla fine, al livello a cui sono arrivato, penso che si tratti soprattutto di stare bene. Potrebbero essere pochi secondi in più o in meno, ma è difficile dire da cosa dipenderanno».

Il nuovo programma inoltre gli permette di avere più tempo libero nel weekend, migliorando la gestione della vita familiare, dedicandosi totalmente alla compagna Linnéa e alla figlia Elsa.

«Prima, quando avevo un giorno di riposo, magari ero indietro con il bucato e tutte le cose che dovevano essere fatte. Mezza giornata finiva così e poi bisognava quasi subito iniziare a prepararsi per il giorno successivo di allenamento. Ora c’è più calma. È bello».

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