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Sci di fondo

Sci di fondo – Krista Pärmäkoski svela la nuova vita da allenatrice: “È stato bello poter iniziare subito a lavorare concretamente”

Dopo una lunga carriera ai vertici dello sci di fondo internazionale, Krista Pärmäkoski ha iniziato una nuova avventura. L’ex fondista finlandese è diventata allenatrice della Finlands Svenska Skidförbund (FSS), la federazione dello sci di fondo di lingua svedese in Finlandia, con l’obiettivo di accompagnare i giovani atleti verso i Mondiali di Lahti 2029 e riuscire a qualificare almeno due fondisti per la rassegna iridata. L’esordio nel nuovo ruolo è arrivato in estate e, secondo il direttore sportivo della FSS Glenn Lindholm, l’inserimento è stato particolarmente positivo.

«Sono rimasto persino sorpreso da quanto tutto sia partito in modo semplice e piacevole. Krista è abituata a stare con gli atleti e sa cosa significa fare sport ad alto livello. Sarà un’allenatrice davvero eccellente in futuro», ha raccontato Lindholm a Yle News.

Una delle prime difficoltà per Pärmäkoski è stata però la lingua. Una parte degli atleti della FSS è infatti fortemente legata allo svedese e l’ex campionessa ha iniziato a studiarlo per poter comunicare sempre meglio con il gruppo.

«Capisco qualcosa di svedese, ma usarlo non mi viene ancora naturale. Duolingo “risuona” ormai da cento giorni, ma con il vocabolario che ho imparato lì non si può ancora allenare qualcuno», ha scherzato Pärmäkoski all’emittente finlandese, spiegando che durante i raduni può contare anche sull’aiuto degli altri allenatori per traduzioni e interpretariato. Nonostante la barriera linguistica, però, è stata «accolta bene, sia dagli atleti che dallo staff tecnico. Mi è stata anche affidata una responsabilità, ed è stato bello poter iniziare subito a lavorare concretamente».

Pärmäkoski raccoglie il testimone di Matias Strandvall che da quest’estate è entrato a far parte dello staff della nazionale finlandese. Da un atleta di alto livello ad un’altra, per i giovani fondisti si tratta di un’importante occasione per attingere direttamente all’esperienza maturata ai massimi livelli.

«È bello averla con noi. Ci ha già dato consigli e indicazioni ed è interessante ascoltare le sue esperienze olimpiche e mondiali. Sa come funziona lo sport a livello internazionale e possiamo imparare molto da lei», ha spiegato Frida Häggkvist.

Anche Anton Packalén ha apprezzato il suo approccio: «Non è un’allenatrice che si fa sentire molto, ma dà un feedback molto personale. Ad esempio, quando sciamo ci da consigli sulla tecnica su cui concentrarci».

Durante i test sugli skiroll a Nuuksio, la 35enne ha seguito gli atleti insieme al collega Jonas Lindell, alternando incoraggiamenti e osservazioni tecniche. Il suo obiettivo, mentre cerca di costruire un proprio stile, mettendo insieme le esperienze accumulate durante una carriera vissuta accanto a diversi allenatori, è quello di costruire un rapporto basato sia sull’incoraggiamento sia sulla sincerità.

«Voglio essere positiva e incoraggiante, ma anche dare un feedback onesto e intervenire sugli aspetti che, per esempio tecnici, vedo che possono essere migliorati», ha spiegato.

Allo stesso tempo, sta lavorando sugli aspetti tecnici, per poter offrire ai ragazzi una preparazione quanto più possibile al passo con le attuali best practice, come ad esempio la metodologia della double threshold, molto presente negli ultimi anni nel fondo.

«Cerco decisamente qualcosa di unico da fare. Negli ultimi anni, il concetto di doppia soglia è diventato molto in voga nel mondo dello sci. Ho cercato di applicarlo al mio lavoro di allenatrice e alle attività dei raduni. È un concetto nuovo a cui bisogna abituarsi e con cui bisogna fare attenzione. Richiede un dialogo costante con l’atleta per capire come procede il suo recupero, riflette Pärmäkoski», ha sottolineato.

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